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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Casapesenna

Lo sfogo del boss Zagaria nel processo: "Mi volevano costringere al pentimento"

Il capoclan è alla sbarra nell'inchiesta sul Polo calzaturiero di Carinaro

Dodici anni di carcere per il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria e per Salvatore Verdi, accusati di aver reso il Polo calzaturiero di Carinaro una “lavatrice” per ripulire i soldi del clan. È questa la richiesta avanzata dalla DDA di Napoli nei confronti del capoclan, detenuto in regime di 41bis nel carcere milanese di Opera.

Dopo la requisitoria tenuta ieri davanti al gup Claudia Picciotti presso il tribunale di Napoli dal sostituto procuratore Catello Maresca, il boss Zagaria ha chiesto la parola e si è scagliato con violenza contro il magistrato, che da anni si occupa delle inchieste che riguardano Zagaria e la sua famiglia. “Volevano costringermi a pentirmi”, ha spiegato Zagaria parlando con i magistrati.

Un periodo certamente non facile per il capoclan dei Casalesi: negli ultimi mesi la magistratura ha colpito duramente i suoi familiari, con il recente arresto delle donne del clan. La sorella e le cognate sono state coinvolte in una maxi inchiesta che le ha portate in cella, accusate di aver utilizzato il denaro del clan per mantenere uno stile di vita elevato.

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