"Senatore e sindaci alla corte del boss"

Gli incontri di Zagaria con i politici per discutere delle tangenti per gli appalti

Luigi Cesaro

Michele Zagaria aveva rapporti con politici del calibro di Luigi Cesaro, già presidente della Provincia di Napoli ed attualmente senatore della Repubblica.

E' quanto mette nero su bianco il gip Federica Colucci nell'ordinanza che ha portato all'arresto di Giuseppe e Nicola Inquieto, imprenditori ritenuti vicini al gruppo capeggiato da "Capastorta". A rivelare i rapporti tra politica e camorra è il collaboratore di giustizia Generoso Restina, già vivandiere di Zagaria negli anni della latitanza, tra il 2005 ed il 2008 quando il boss si nascondeva in un'abitazione in via Cristoforo Colombo a Casapesenna. Periodo durante il quale Restina ha veicolato personalmente "pizzini e messaggi agli affiliati liberi sul territorio ma anche "ad imprenditori e personaggi insospettabili", scrive il gip.

Restina con le sue dichiarazioni ha "messo in luce i rapporti politica-camorra di recente attualità investigativa. Tanto si evince per i rapporti ed agli incontri tra Michele Zagaria e personaggi del calibro di Luigi Cesaro, Fortunato Zagaria, già sindaco di Casapesenna, e Ciaramella, già sindaco di Aversa", tutti non indagati.

"Restina - si legge nell'ordinanza dell'operazione Transilvania - ha accennato al coinvolgimento di costoro con il gruppo delinquenziale nella gestione delle tangenti per gli appalti milionari nell'area casertana e napoletana". Nelle sue dichiarazioni il collaboratore di giustizia racconta di fatti specifici ed incontri avvenuti con "rappresentanti politici ed amministratori locali per discutere delle questioni legate alla gestione del Comune di Casapesenna, ed alla scelta dei sindaci indicati direttamente dal clan".

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Ad avviso del giudice le dichiarazioni di Restina possono "lumeggiare in ordine ai recentissimi rapporti politico-criminale-affaristici in seno al sodalizio criminale insistente sui comuni dell'agro aversano, allo stato ancora vitale".

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