Cronaca Casapesenna

Ville e negozi della 'Zagaria Family', chieste tre condanne

Dda invoca 8 anni per Pasquale Zagaria e 3 anni e 4 mesi per Carmine Zagaria. Chiesta l'assoluzione per Antonio Zagaria, Luigi Diana e Marcella Meccariello ed il processo per Linetti e Martino

Tre condanne, tre assoluzioni e due richieste di rinvio a giudizio. Queste le richieste avanzate dal pm della Dda Maurizio Giordano al termine della sua requisitoria nel corso dell'udienza preliminare che si è celebrata dinanzi al gup Caputo del tribunale di Napoli per l'inchiesta 'Zagaria Family', sull'intestazione fittizia di beni nella disponibilità dei familiari del capoclan Michele Zagaria. 

Il pm Giordano, al termine della sua requisitoria, ha chiesto 8 anni per Pasquale Zagaria; 3 anni e 4 mesi per Carmine Zagaria e 1 anno e 8 mesi per sua moglie Tiziana Piccolo. Per Carmine Zagaria e Piccolo è stata esclusa l'aggravante dell'aver favorito il clan. Chiesta, invece, l'assoluzione per Antonio Zagaria, Luigi Diana e Marcella Maccariello. Invocato il processo per Francesca Linetti (moglie di Pasquale Zagaria) e Patrizia Martino (moglie di Antonio Zagaria) che hanno scelto di procedere con l'ordinario. Nel corso dell'udienza si è assistito anche alla prima tranche delle discussioni dei difensori con le arringhe che si concluderanno a fine febbraio quando è prevista anche la sentenza. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Fabio Della Corte, Angelo Raucci, Massimo Garofalo ed Andrea Imperato. 

Secondo le indagini della Dda, Antonio Zagaria, dopo aver acquistato un immobile, in via San Marco a Casapesena, ad un prezzo inferiore rispetto a quello reale (circa 370mila euro a fronte di 1 milione di valore) avrebbe intestato fittiziamente ad una coppia di coniugi, precedenti titolari della villa, la titolarità dell'immobile. Inoltre i coniugi Zagaria-Martino, avrebbero anche stipulato un contratto di locazione falso grazie al quale sarebbero risultati gli affittuari dell'abitazione, la cui proprietà era a loro riconducibile.

Stesse accuse anche per Pasquale Zagaria e sua moglie Francesca Linetti che avrebbero attuato lo stesso meccanismo per acquistare un terreno in via don Peppe Diana, su cui poi è stato realizzato un immobile. La titolarità della villa venne assegnata a Marcella Maccariello con la quale Francesca Linetti avrebbe stipulato un falso contratto di locazione. Maccariello che avrebbe a sua volta aperto conti correnti per farsi versare le somme, sia da Linetti sia per uno studio medico, che poi venivano riconsegnate in contanti ai coniugi Zagaria e Linetti.

Carmine Zagaria e Tiziana Piccolo, invece, avrebbero utilizzato i soldi delle attività illecite degli Zagaria per un negozio d'abbigliamento a corso Italia a San Marcellino. Complessivamente gli immobili avevano un valore commerciale di circa 3 milioni di euro.

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