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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Aversa

Voucher del 18App venduti in edicola: sanzioni per 1,6 milioni di euro

Un esercente e 530 neo maggiorenni coinvolti nella maxi truffa: i buoni da 500 euro cambiati con soldi contanti ma a prezzi inferiori

Sono dell'hinterland di Napoli ma anche dell'agro aversano e in generale della provincia di Caserta e delle altre province campane i giovani che vendevano il bonus cultura '18App' da 500 euro a un edicolante disposto a cambiare il voucher per somme comprese tra i 150 ed i 300 euro in contanti. Questa la truffa scoperta dalla guardia di finanza del Gruppo di Giugliano in Campania che hanno notificato sanzioni da 1500 euro a carico dei 530 neo maggiorenni coinvolti e da 795mila euro a carico dell'esercente. 

In pratica, secondo quanto accertato dai finanzieri, l'edicolante avrebbe permesso ai beneficiari di cambiare i buoni in rassegna, costituiti da voucher del valore di 500 euro, con somme comprese tra i 150 e i 300 euro. Il sistema illecito ha fatto emergere come centinaia di giovani abbiano preferito ottenere, subito, denaro in contante dall’edicolante per un valore inferiore al buono, piuttosto che spendere l’intero contributo per le finalità previste (cinema, musica, concerti, libri, musei, monumenti, teatro e danza, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera). In taluni casi, l’edicolante ha provveduto, in alternativa, a erogare ai neo-maggiorenni ricariche sulle loro carte Postepay. Il diffuso passaparola, avvenuto tra i ragazzi principalmente con i canali Instagram o Facebook, ha permesso di allargare la rete di clienti da cui l'esercente 'acquistava' il bonus statale.

Attraverso tale meccanismo, agevolato dalla fitta rete di contatti instaurato dalla propria clientela, l’edicolante è riuscito, tra il 2017 e il 2018, a monetizzare 530 buoni “18app”, presentati da altrettanti neo-diciottenni, incassando complessivamente 265.000 euro, a fronte di beni mai ceduti. Addirittura gli accertamenti svolti, anche di natura fiscale, hanno acclarato che l’imprenditore non avesse mai avuto in magazzino la disponibilità dei beni che certificava di vendere, fin dalla data di avvio dell’attività.

La magistratura aversana procedente ha rilasciato apposito nulla osta per formalizzare le contestazioni amministrative a carico dell’edicolante e dei beneficiari, per importo triplo a quello indebitamente percepito, complessivamente 1 milione 590mila euro (ossia fino a 1.500 euro per i neo-maggiorenni e € 795.000 per l’edicolante).

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