Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Voti comprati per le regionali: condannati Corvino e Carbone

Il giudice ha inflitto 8 condanne per i manifesti del clan e lo spaccio di droga. Tre assolti

Pasquale Corvino e Pasquale Carbone

Voti comprati per le elezioni regionali del 2015. Arriva la condanna per l'ex vicesindaco di Caserta ed ex presidente della Casertana Pasquale Corvino e per l'ex sindaco di San Marcellino Pasquale Carbone

Questa la decisione del collegio presieduto dal giudice Giovanni Caparco del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha inflitto 4 anni ed 8 mesi a testa per Corvino e Carbone. Condannati, inoltre, Agostino Capone, fratello di Giovanni ras dei Mazzacane nel Capoluogo, a 15 anni di carcere; sua moglie Mariagrazia Semonella a 6 anni; Antonio Zarrillo, 54 anni di Capodrise, a 9 anni; Roberto Novelli, 56 anni di Caserta, a 1 anno in continuazione con un'altra sentenza. Inflitti poi 3 anni per Paolo Cinotti, 36 anni di Caserta; 1 anno e 4 mesi anni per Silvana D'Addio, 48 anni di Caserta, alla quale è stata concessa la sospensione della pena.

Pene sostanzialmente inferiori rispetto a quelle invocate dalla Procura che aveva chiesto condanne tra i 4 ed i 24 anni di carcere. Hanno retto, sia pure in parte, le argomentazioni dei difensori, gli avvocati Francesco Liguori, Nello Sgambato, Romolo Vignola, Roberto Garofalo, Vittorio Caterino e Pasquale Davide De Marco.

Assolti, invece,  Gianfranco Rondinone, 38 anni di Caserta, difeso dall'avvocato Stefano Alessandrelli, e Pasquale Valerio Rivetti, 28 anni di Maddaloni, difeso dagli avvocati Michele De Fraia e Giuseppe Scala. Assolto anche Francesco Alberto Spaziante.

Secondo l'accusa Giovanni Capone (condannato in Appello dopo il processo in abbreviato), all’epoca detenuto, utilizzando dei “pizzini” aveva dato precise disposizioni al fratello Agostino affinché si occupasse dell’affissione dei manifesti elettorali nella città di Caserta per le regionali del 2015. Quest’ultimo, avvalendosi della collaborazione materiale di altri indagati, avrebbe imposto ai candidati di fare riferimento alla società di servizi “Clean Service”, intestata a sua Maria Grazia Semonella. L'imposizione avveniva sia con intimidazioni esplicite, come captato nel corso delle intercettazioni, sia attraverso minacce rivolte ai singoli soggetti sorpresi ad affiggere i manifesti a tarda notte, sia coprendo i manifesti affissi senza ricorrere alla loro società, facendo poi arrivare il messaggio che tale inconveniente non si sarebbe verificato se si fossero rivolti alla loro ditta. 

Pasquale Corvino e Pasquale Carbone, entrambi candidati con il “Nuovo Centro Destra – Campania libera” durante le elezioni regionali del 2015, avrebbero, invece, comprato voti in cambio di somme di denaro e di altre utilità. 

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