Cronaca

Volontari antincendio appiccano roghi tra le montagne: 11 a processo

Il testimone chiave davanti ai giudici: un uomo in divisa incastrato dalle telecamere

Appiccavano roghi tra le montagne per poterli spegnere e ricevere rimborsi dal Comune di Falciano del Massico. E' quanto emerso nel corso del processo a carico di 11 persone, tra cui anche alcuni dipendenti dell'Ente, accusate a vario titolo di incendio boschivo, truffa ed abuso d'ufficio. 

Nel corso dell'ultima udienza, celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Zullo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato escussa la persona che ha redatto l'informativa finita poi agli atti dell'inchiesta. Il testimone ha parlato delle immagini di alcune telecamere in cui si vede una panda giungere nella zona della "Panoramica Castellone" del Monte Massico a bordo di una Fiat Panda. Poco dopo scoppiò un incendio. Sul posto venne rinvenuto un ordigno incendiario ad accensione ritardata. Il rogo, fortunatamente, non si estese e venne spento da una coppietta che si trovava sul posto che lo bloccò sul nascere. 

Qualche giorno dopo la Panda tornò. Dal veicolo scese una persona, identificata poi in Girolamo Spatresano, 55 anni di Falciano del Massico, che indossava una divisa di un'associazione che svolgeva servizi di protezione civile e che percepiva dal comune proprio i rimborsi per l'attività antincendio boschivi. 

Dall'indagine emerse poi che le convenzioni con le associazioni per le campagne antincendio fossero irregolari. Sia quella con l'associazione "Vigili del fuoco in congedo", di cui era presidente Mario Pratillo, 61 anni di Mondragone, sia quella stipulata con "Vigili di Protezione Civile - Regione Campania" di Mondragone, di cui era presidente Alberto Piazza, 62 anni di Mondragone. 

Secondo la Procura quelle convenzioni, ad associazioni prive dei requisiti, e relativi rimborsi sarebbero avvenuti senza i dovuti controlli da parte degli organi preposti tra cui l'Ufficio Tecnico del Comune, di cui era dirigente Aurelio Antonio Petrella, 45 anni di Santa Maria Capua Vetere, e la polizia municipale, di cui era comandante Bernardo Scialò, 65 anni di Falciano del Massico. Con loro a processo ci sono anche Pasquale Ferrara, 59enne di Mondragone; Stefano Delle Cave, 38enne di Marano; Salvatore D'Aniello, 63enne di Falciano del Massico; Michele Pratillo, 39enne di Falciano del Massico; Gennaro Matano, 63enne di Falciano del Massico; Salvatore Sciaudone, 61enne di Falciano del Massico.

Oltre ai soldi per i progetti nel mirino della Procura sono finiti anche i rimborsi per carburante e generi alimentari "da distribuire ai volontari impiegati nelle attività di prevenzione degli incendi boschivi". Il processo riprenderà a metà marzo. Nel collegio difensivo sono impegnati tra gli altri gli avvocati Giovanni Zannini, Gennaro Caracciolo e Cinzia Laurenza.

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