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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Maddaloni

Vittima di usura, in aula un'amica del marito che rischia di finire sotto indagine

La donna ammette di aver ricevuto soldi e gioielli. Il pm valuta l'invio degli atti in Procura

Nella morsa degli usurai ma anche di un marito scialacquatore che ha dilapidato il suo patrimonio. E' una storia familiare quella finita dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico di Tommaso Giglio e Costanza Orso, titolari di una gioielleria di Maddaloni; Lorenzo Vinciguerra, commerciante; Luigi Marciano e Giuseppe Fedele, accusati di usura nei confronti della titolare di una ricevitoria di Maddaloni.

Stamattina in aula è stata ascoltata un'amica del marito della vittima che ha negato di avere avuto una relazione con l'uomo evidenziando come si trattasse di una conoscenza sommaria. La donna, chiamata a testimoniare dal pm come persona informata  sui fatti, ha raccontato ai giudici le ragalie ricevute, circa 1500 euro oltre a monili ed altri doni. Un po' troppo per una semplice conoscente al punto che la deposizione è ora attenzionata dal pubblico ministero Faga che si è riservata sull'eventuale invio degli atti in Procura per falsa testimonianza. 

Nel corso del processo è stata poi sentita una funzionaria dei Monopoli di Stato che ha confermato la situazione di difficoltà economica da parte della vittima di usura, costituitasi parte civile nel processo con gli avvocati Andrea Balletta e Gianluca Giordano. 

I fatti di cui al processo risalgono al 2011 quando la titolare di una ricevitoria di Maddaloni finì in una spirale di prestiti a cui non riusciva a far fronte per gli elevati tassi d'interesse. Per saldare i debiti la donna si rivolse ad altre persone che a loro volta richiedevano tassi elevati per la restituzione. Secondo gli inquirenti l’importo complessivamente ricevuto in prestito dalla donna ammonta a circa 100.000 euro, mentre la somma restituita in soli sei mesi è risultata pari al doppio.

Il processo è stato dunque rinviato a febbraio. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Santoro, Struffolino, Michele Ferraro, Corsiero, Gallo e Grasso. 

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