Vittima del racket si toglie la vita, torna libero imprenditore

Chianese accusato di estorsione ed usura. Coinvolto nell'indagine sulla morte di Giuliani

Torna completamente libero Emilio Chianese, l'imprenditore di Trentola Ducenta arrestato un paio di settimane fa con l'accusa di estorsione  ed usura, aggravati dal metodo mafioso. L'ottava sezione del tribunale del Riesame di Napoli ha accolto le tesi del difensore, l'avvocato Mario Griffo, ed annullato l'ordinanza cautelare a carico di Chianese. 

Secondo quanto sostenuto dal legale, il provvedimento di arresto spiccato dal gip sarebbe stato "illogico": le vittime, infatti, dopo aver subito un'estorsione in precedenza si sarebbero rivolte nuovamente, ed inspiegabilmente, nuovamente a Chianese. Una tesi che ha portato ad una rivalutazione complessiva del materiale probatorio, al punto che Chianese ha lasciato il carcere.

L'inchiesta, in cui era stato coinvolto, partì dalle indagini sul suicidio dell' imprenditore Giuseppe Giuliani. Secondo gli inquirenti, come confermato dal fratello della vittima, l'imprenditore avrebbe subito un'estorsione da parte di Chianese e del consuocero, Antonio Sarracino. Non potendo fronteggiare alle richieste estorsive, fu costretto a rivolgersi ad un usuraio, finendo in una morsa di debiti ed interessi che lo spinse a togliersi la vita.

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