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(foto di repertorio)

(foto di repertorio)

Foto hot, videochat erotiche e masturbazioni: 15 vittime dell’istruttore arrestato

Le violenze sessuali nei confronti dei suoi piccoli allievi di equitazione si sono protratte per ben sette anni. L'orco aveva creato una chat WhatsApp per assicurarsi un contatto continuo con le vittime

"Mandami una foto di te nuda/o", "facciamoci una videochiamata perché voglio vederti meglio e ci divertiamo un pò mentre tutti dormono". Queste sono solo alcune delle richieste indecenti avanzate dal maestro di equitazione, 50enne casertano sposato e con un figlio (di età inferiore rispetto a suoi oggetti sessuali), nei confronti dei suoi piccoli allievi di età compresa tra i 10 ai 14 anni. Un orrore che ha avuto inizio nel 2014 e che ha avuto fine stamani grazie all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere nei confronti del titolare di un maneggio sito in provincia di Caserta, gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale aggravata su minore.

Le indagini

Le condotte delittuose tenute dal cinquantenne nei confronti dei suoi piccoli iscritti, emerse dalla capillare attività di indagine condotta dai carabinieri della stazione e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, risalivano all'estate del 2014 e si sono protratte per ben sette anni, fino al 2020. Battutine lascive, apprezzamenti su dettagli anatomici dei suoi allievi sia maschi che femmine, richieste osé, palpatine, atti sessuali consumati in alcuni angoli del maneggio negli orari più disparati. Era questo l'iter di depravazione seguito dal cinquantenne casertano, disvelato grazie a dei sospetti di alcuni genitori degli iscritti riguardo le attenzioni morbose tenute nei riguardi dei propri figli.

Foto hot, videochat erotiche e masturbazioni

Il cinquantenne aveva creato una chat di gruppo su WhatsApp con tutti gli iscritti al proprio maneggio per assicurarsi un contatto continuo con le proprie vittime e da lì, con quelle ritenute più appetibili, avanzava richieste particolari: videochiamate notturne con streeptease improvvisati per rendere il gioco erotico più interessante o foto dei ragazzini nudi per 'apprezzare meglio la bellezza'. Questo era il livello 'base' della molestia che si dislocata su più livelli. Durante gli esercizi di equitazione a seconda delle particolari pose assunte dagli allievi, tipiche dell'equitazione, c'erano prima gli apprezzamenti spinti su seni acerbi, sederi e genitali resi ancor più evidenti dalle posizioni e dagli indumenti attillati finanche alle palpatine. Nell'aiutare i più piccoli a montare sul cavallo in automatico l'aiuto era corredato da palpate sul sedere e sui genitali per i ragazzini e per le ragazzine; per quest'ultime c'era anche il dazio della doppia palpata al seno. Gli atti sessuali avvenivano nell'area paddock del maneggio. Lì, tra le postazioni temporanee dei cavalli e le zone dove avveniva lo stoccaggio del fieno, gli allievi erano costretti a subire e a ricevere sesso orale ed atti masturbatori. Dopo l'espletamento dell'atto il maestro 'si ricomponeva' e proseguiva la propria lezione fino al soddisfacimento del proprio appetito sessuale.

La testimonianza delle vittime

Le violenze del depravato cinquantenne sono state acclarate dall'escussione di ben 15 minori, corredate dai riscontri tecnici dei dispositivi telefonici che hanno permesso ai carabinieri sammaritani di incardinare ancor di più la credibilità delle testimonianze, tracciando l'orribile percorso cronologico degli eventi. Ben cinque sono state le vittime del mostro casertano: la prima nel 2014 alla tenera età di 10 anni fino all'ultima quattordicenne degli scorsi mesi. Escussioni durate ore realizzate col supporto di personale qualificato dei carabinieri e di psicologi dell'età infantile. Attraverso un linguaggio sibillino, misto ad un profondo senso di vergogna tra ferite dell'anima ben evidenti, le vittime hanno raccontato ogni cosa consentendo così che il profilo del mostro con le sue disgustose condotte diventasse sempre più nitido. Il titolare del maneggio è stato rinchiuso presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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