Cronaca

Titolare del maneggio arrestato, la denuncia choc: "Allungava le mani anche sulle più piccole"

La prima ragazza che lo ha denunciato racconta la rabbia: "Mi dicevano che dovevo risolvere la questione per conto mio. L'omertà è terribile, soprattutto nello sport"

Prima un messaggio alla chat del 'Telefono azzurro'; poi il sostegno dell'associazione 'Cavallo Rosa', che le ha dato la forza di rialzarsi e riprendere possesso della propria vita. E' nata così l'indagine che ha portato all'arresto del titolare del maneggio in provincia di Caserta per violenza sessuale continuata ai danni di sette ragazze.

La prima a denunciare è stata una ragazza, oggi maggiorenne, che all'epoca dei fatti aveva appena 14 anni. Ed è stata lei a raccontare la propria rabbia in un'intervista a 'La Stampa', soprattutto per gli ostacoli che ha incrociato lungo questo difficile percorso. "Tutti mi dicevano che avrei dovuto risolvere la questione per conto mio e che senza prove non avrei ottenuto nulla" racconta. "Passavo ore al telefono con le mie amiche per parlare di questa cosa e mi sono detta 'non è giusto'. Dovremo parlare di vestiti e feste, non di queste violenze".

Perché, come sottolinea, "se uno di 60 anni spinge contro il muro una ragazzina di 15 anni e le stampa un bacio indesiderato sulla bocca è violenza". Ed è quella che ha subito lei, ma che avrebbero potuto subire anche le bambine più piccole: "Lui - racconta ancora nell'intervista - allungava le mani anche sulle piccole, che forse non si rendevano neppure conto. Tutto questo mi faceva star male fisicamente. Era insopportabile".

Proprio questo le ha dato la forza di denunciare: con lei lo hanno fatto altre sei ragazze. "L'omertà è terribile, soprattutto nello sport. Ma l'equitazione resta la mia vita".

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