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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca San Tammaro

La moglie lo lascia e lui le stacca la corrente

La donna in lacrime davanti al giudice: "Mi perseguita. E' impossibile vivere in quella casa"

"Non credo più nella legge. Io dovevo sparire perché testimoniare qui oggi per me significa altre violenze". Sono queste le parole di Rosa V. di San Tammaro, nel processo per violenza privata che si è celebrato stamattina presso la sezione distaccata di Caserta del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Imputato è l'ex marito della donna, Vincenzo M., difeso dall'avvocato Massimiliano Di Fuccia. La parte offesa, costituitasi parte civile con l'avvocato Andrea Balletta, ha raccontato gli episodi del 2013. "Continuo a vivere nello stesso stabile con il mio ex marito - ha detto la donna - È un palazzo a corte con più appartamenti. In fase di separazione gli avvocati ci consigliarono di fare la separazione dei contatori delle utenze. Ho installato dei subcontatori ma mio marito me li ha staccati dicendo che il palazzo era suo, tutto era suo. Sono rimasta senza acqua, luce e gas per mesi. Vivevo un po' da mia madre e un po' da mia figlia".

La testimone ha raccontato della difficoltà a fare quei lavori: "mio marito impediva che si facessero in più di una circostanza". Poi la donna ha raccontato le persecuzioni subite. "Mi seguiva ovunque, anche alle prove del coro della chiesa di cui faccio parte - ha spiegato con la voce rotta dalle lacrime - A casa mia non poteva venire più nessuno, perché mio marito aspettava le persone che venivano a farmi visita e le offendeva". Questioni che hanno generato stati di "ansia e panico. Per me vivere in casa mia era insostenibile".

Al termine dell'udienza il giudice Faiello ha rinviato per il prosieguo dell'istruttoria dibattimentale al 22 giugno.

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