Vigilanza della camorra, Verso fa scena muta dal gip

L'inchiesta bis della Dda sulla "Roma Security": dipendenti della Prefettura corrotti per le autorizzazioni

L'inchiesta sulla vigilanza privata

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Enrico Verso, di Parete e cognato di Raffaele Bidognetti, figlio pentito del capoclan Francesco detto Cicciotto 'e Mezzanotte, coinvolto nell'inchiesta bis sul business della vigilanza privata targato dal clan dei Casalesi. 

Verso, unico indagato destinatario della misura cautelare in carcere, si è presentato stamattina dinanzi al giudice Emilia Di Palma, accompagnato dal suo avvocato Fabio Della Corte, per l'interrogatorio di garanzia. Il cognato del ras, però, si è rifiutato di rispondere alle domande del gip. Nelle prossime ore con ogni probabilità verrà avanzata istanza al tribunale del Riesame. Dovranno comparire dinanzi al magistrato all'inizio della prossima settimana, invece, gli altri indagati ai domiciliari coinvolti nella medesima inchiesta. 

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Secondo l'accusa, gli indagati hanno cercato di ottenere dagli uffici della Prefettura di Napoli, attraverso l’offerta di soldi e posti di lavoro (senza tuttavia riuscirci), i titoli autorizzativi per l’esercizio della vigilanza armata per la società “Roma Security”. Successivamente hanno cercato di eludere i controlli, attraverso un fittizio e formale contratto di fitto di ramo d’azienda della “I Pretoriani S.r.l.” in favore della “Roma Security S.r.l.”, occultando il ruolo di socio di fatto di Verso. 

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