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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Viaggi e mazzette nelle uova di Pasqua all'Asl: la prescrizione salva 8 imputati

I giudici escludono l'aggravante mafiosa fanno cadere tutte le accuse. Assolto anche ex sindaco

L'esclusione dell'aggravante mafiosa fa calare il velo della prescrizione. Si conclude con una sentenza di non luogo a procedere il processo a carico di 8 persone accusate di aver elargito favori all'imprenditore Angelo Grillo, ritenuto colletto bianco del clan Belforte, tra cui anche l'accelerazione dei pagamenti per i servizi resi all'Asl in cambio di viaggi e bustarelle. 

I giudici della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (presidente Pasquale D'Angelo) hanno prosciolto dalle accuse l'ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin; l'ex dirigente dell'Asl di Caserta Raffaele Crisci, di Arienzo; la dipendente dell'Asl Chiara Bonacci; l'imprenditore Giovanni Cavallero; lo stesso Angelo Grillo; Assunta Mincione, dipendente della ditta di Grillo; Luigi Paritario, che, secondo l'accusa, avrebbe recapitato per conto di Grillo una mazzetta da 10mila euro a Gasparin; Pasquale Valente, factotum proprio di Grillo.

Per tutti gli imputati la Procura antimafia aveva invocato la condanna chiedendo pene tra i 12 e gli 8 anni. Hanno retto le argomentazioni delle difese che durante le loro arringhe hanno chiesto l'assoluzione o in via subordinata l'esclusione dell'aggravante mafiosa che teneva in vita molte delle imputazioni. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Carmine D'Onofrio, Vittorio Giaquinto, Massimo Garofalo, Camillo Irace, Francesco Nacca ed Antonio Pastore.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda, Grillo avrebbe effettuato regali - soldi ma anche viaggi di piacere in località esotiche come Sharm El Sheik - ai dipendenti dell'Asl per ottenere la liquidazione delle fatture per il servizio di pulizia all'interno di ospedali e dell'Asl casertana, effettuata dalla New Splash, riconducibile a Grillo. Secondo quanto emerso dalle indagini tra i metodi di pagamento utilizzati anche l'invio di ceste pasquali con le uova farcite con somme di denaro. Al momento della consegna a casa dei funzionari dell’Asl veniva pronunciata una sorta di parola d’ordine: "la gallina ha fatto l'uovo".

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