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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Villa Literno

Viaggi e vestiti firmati con i soldi della droga: "Da quell'erba ci ho fatto uscire 3mila euro"

I retroscena dell'inchiesta sullo spaccio a Villa Literno. Scena muta dal gip nei primi interrogatori

"Un chilo a quanto me lo fai? Due e due (2200 euro). No, massimo a 1 e 9 (1900 euro) perché ci devo guadagnare qualcosa di soldi anche io". È lo stralcio di una conversazione captata nel 2019 tra Giuseppe 'Borotalco' Russo ed un suo giovane 'rivenditore' riferita a Paola Savanelli nel quale emerge una prassi consolidata per gran parte degli indagati sul fare la 'cresta' sul prezzo della rivendita dello stupefacente dal fornitore all'intermediario pusher.

I prezzi variavano a seconda della specificità e della qualità della droga. È uno degli spaccati dell'operazione 'Piazza Pulita' coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe che ha portato all'arresto di 36 persone (26 in carcere e 10 ai domiciliari) oltre all'emissione di ulteriori 12 misure cautelari (3 divieti di dimora, 6 obblighi di presentazione alla pg e 3 denunce a piede libero) nei confronti di 47 italiani ed un cittadino algerino residenti tra Villa Literno, Castel Volturno, Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Carinola oltre che nel napoletano ritenuti responsabili a vario titolo e talvolta in concorso tra loro di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Per reperire lo stupefacente nei market della droga dislocati al Rione Traiano di Napoli,  Melito, Sant'Antimo e Secondigliano gli indagati si facevano accompagnare da autisti. L'autista per eccellenza era Giuseppe Potenza alias 'Mammachiatt'. Proprio le intercettazioni ambientali nella Fiat Punto in uso a Potenza si sono rivelate per gli inquirenti un valido strumento per scoprire i meccanismi delle compravendita delle partite di droga provenienti perlopiù dal napoletano e piazzate sul mercato locale.

Un elemento bizzarro è emerso proprio nell'atteggiamento dei pusher che durante le loro conversazioni telefoniche ovviamente captate palesavano il timore di essere intercettati ed utilizzavano un linguaggio criptato per riferirsi alla droga o alle piazze dello spaccio. Preoccupazione che poi svaniva non appena mettevano piede nella vettura di 'Mammachiatt'. Nell'abitacolo infatti non mancavano entusiaste spiegazioni di come avvenivano alcune transazioni con il piglio orgoglioso del risultato di un guadagno 'a for man' sull'affare concluso come nel caso di una conversazione tra Brunella Garzillo e Potenza dove spiegava a quest'ultimo di come aveva rifornito Vincenzo Chiarolanza di un chilo di hashish e che per soddisfare la richiesta di droga dei coniugi Di Fusco e Chiaramonte si sarebbe recata da Di Fusco per prendere una 'plancia' da rivendere a 240 euro con un proposito ben preciso. Il proposito non si fece attendere e Garzillo lucró la differenza della rivendita della plancia su Tobia Di Fusco pari a 50 euro.

Il gruzzoletto che i pusher riuscivano a guadagnare veniva impiegato in viaggi e vestiti. Mirco Cucetti, cugino di Potenza, spiegó al congiunto come avesse ben speso il suo nome (quello di mammachiatt) nel mondo del narcotraffico tanto da aver conseguito un cospicuo lucro in tale attività di spaccio da comprarsi lussuosi capi di abbigliamento e vacanze all'Estero. "(Riferendosi all'erba) quella la vendo a 16 euro a grammo e mi ci sono pagato la vacanza giù (poiché risiedeva a Firenze) ed il viaggio a Barcellona più ci sono usciti i panni che mi sono comprato una felpa Marcelo Buron 250 euro, mi sono comprato le scarpe di versace altre 270 euro. Sai quanta roba mi ci sono comprato? Da quell'erba lì ci ho fatto uscire 3000 euro ed io l'ho pagata a sei (euro al grammo)".

In mattinata è iniziata la prima trance degli interrogatori di interrogatori di garanzia resi dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari Daniele Brunieri del Tribunale di Napoli Nord per Raffaele Tamburrino assistito dall'avvocato Marco Ucciero e per Brunella Garzillo, Massimo Versi e Raffaele Costanzo assistiti dall'avvocato Ferdinando Letizia. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni ci saranno le ulteriori trance di interrogatori che vedranno impegnati gli avvocati Paolo Di Furia Alfonso Quarto, Maria Amodeo, Pasquale Diana, Mirella Baldascino.

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