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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Villa Literno

Vaccini illegali sulle bufale, assolta coppia di allevatori

Erano accusati di aver somministrato l'RB51 e di maltrattamento sugli animali

Assolti Antonio Rosario B. e Alfonsina C., titolari di un'azienda zootecnica di Villa Literno, accusati di ricettazione, somministrazione illecita del vaccino RB51 e maltrattamento di animali.

A carico dei due allevatori zootecnici del liternese veniva contestato dal Tribunale di Napoli Nord l'acquisto del vaccino RB51 di provenienza delittuosa in quanto non autorizzato in animali adulti altresì il reato di maltrattamento per aver con crudeltà e senza nessuna necessità sottoposto i capi bufalini posseduti nell'azienda sita in località Torre del Monaco a Villa Literno, a vaccinazione illegale mediante l'impiego del vaccino RB51 che conseguentemente risultavano positivi alla presenza di anticorpi da brucella(5 capi risultati positivi sui 212 in totale).

La richiesta del PM era stata di 4 anni di reclusione ma la tesi dell'avvocato difensore degli imputati Ferdinando Letizia ha fatto propendere la prima sezione penale del Tribunale di Napoli Nord all'assoluzione dei due allevatori liternesi per non aver commesso il fatto.

La difesa ha evidenziato in primis che le contestate inoculazioni del vaccino RB51 avvenute nell'ottobre del 2014 rientravano nell'arco temporale in cui era ancora in corso la campagna vaccinale ad opera dell'ASL prevista dal piano triennale introdotto dalla delibera regionale n. 189/2011 paradossale quindi contestare una violazione legislativa a dei soggetti che se eventualmente avessero somministrato dei vaccini fuori dal controllo delle autorità competenti, lo stesso era però quello che veniva utilizzato anche dall'Asl.

Per la contestazione del reato di ricettazione è stata evidenziata in sede dibattimentale la mancanza della certezza della provenienza delittuosa del vaccino che poteva esser stato regolarmente acquistato in un mercato estero. L'ipotetica erogazione del vaccino RB51 secondo la difesa non ha avuto l'obiettivo di danneggiare il benessere degli animali bensì l'esigenza di contrastare l'insorgenza della malattia della Brucella Abortus coi i suoi effetti devastanti per la vita stessa del patrimonio zootecnico aziendale non configurandosi perciò il reato di maltrattamento.

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