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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Capodrise

Usura ed estorsione, condannati zio e nipote

Otto anni e 8 mesi per Raffaele Rossetti, 9 anni e 4 mesi per Domenico. Confermata l'aggravante mafiosa per l'ipotesi estorsiva

Zio e nipote, entrambi di Capodrise, condannati per usura ed estorsione. Lo ha deciso il collegio B della terza sezione penale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Luciana Crisci, che ha inflitto 8 anni e 8 mesi di reclusione per Raffaele Rossetti e 9 anni e 4 mesi per suo zio Domenico Rossetti.

Per entrambi i giudici non hanno riconosciuto la metodologia mafiosa per il reato di usura, aggravante che è stata, invece, confermata per l'ipotesi di estorsione. La vittima, un imprenditore di Marcianise, si è costituita parte civile con l'avvocato Mariano Omarto mentre gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Antonio Pota, Pietro Nardi e Angelo Raucci.

Secondo l'accusa, Raffaele Rossetti avrebbe prestato a all'imprenditore, in stato di bisogno, 29mila euro, riuscendo ad ottenere oltre il doppio in circa 6 anni a titolo di restituzione e interessi. L'accusa di usura, però, arriva nel momento in cui la vittima sarebbe stata costretta a cedere un immobile di proprietà della moglie, posto a garanzia del prestito, del valore di 170mila euro. Una proprietà che avrebbe potuto riacquistare per effetto di un patto di retrovendita stipulato tra le parti all'estinzione del debito. 

L'accordo prevedeva un termine fissato al 30 settembre 2018 ma già all'inizio di agosto quella proprietà venne venduta. Quando l'imprenditore chiese spiegazioni venne minacciato: "Questi sono soldi di Belforte", gli avrebbero risposto invitandolo a non rivendicare più quella proprietà.

Per costringerlo a cedere, Domenico Rossetti lo avrebbe colpito con uno schiaffo al volto mentre Raffaele Rossetti avrebbe paventato la sua contiguità al clan Belforte di Marcianise. 

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