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La sentenza in Cassazione

La sentenza in Cassazione

Usura dei Belforte, condannato Buttone

La Corte di Cassazione ha confermato la pena a 1 anno e 4 mesi di carcere

Tassi di interesse tra il 7 e l'8 per cento mensili per la restituzione di un prestito. Per questo motivo Claudio Buttone, 37enne di Capodrise e parente del boss Belforte, è stato condannato in via definitiva per usura.

La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato la sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Napoli che aveva condannato Buttone a 1 anno e 4 mesi di reclusione, con l'esclusione dell'aggravante mafiosa. La Corte Partenopea aveva rideterminato la pena inflitta in primo grado quando Buttone, collaboratore di giustizia, era stato condannato a 2 anni.

Il 37enne si era rivolto alla Suprema Corte chiedendo la massima estensione della riduzione di pena e la continuazione con un'altra sentenza per estorsione. Ma per i giudici del Palazzaccio il ricorso è inammissibile.

Per questo motivo Buttone è stato condannato al pagamento di 2mila euro in favore della Cassa delle Ammende oltre al pagamento delle spese processuali sostenute dalle due vittime dell'usura quantificate in oltre 4mila euro.

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