Cronaca Marcianise

Usura dei Belforte, condannati i figli di due boss

I giudici hanno rideterminato la pena per Musone, Zarrillo e Delli Paoli. Confermata la sentenza per altri 3

Si è concluso con la condanna di 6 persone il processo d'Appello per l'operazione Dynasty sul business dell'usura del clan Belforte.

La corte partenopea ha rideterminato la pena per Simmaco Zarrillo, figlio del boss Francesco Zarrillo, condannato a 6 anni (in primo grado furono 7 e mezzo) ma assolto per interposizione fittizia di beni, e per Eremigio Musone, figlio del boss Vittorio Musone, condannato a 8 anni e 6 mesi (in primo grado furono 10 anni). Lieve sconto anche per Maddalena Delli Paoli che ha incassato 6 anni (in primo grado furono 6 ed 8 mesi).

Confermata nel resto la sentenza di primo grado, arrivata all'esito del processo celebrato con abbreviato, con le condanne per Angelo Musone a 1 anno e 4 mesi, Francesco Tammaro a 6 anni e 8 mesi, 1 anno e 4 mesi per Claudio Buttone, collaboratore di giustizia. Assolta Anna Maria Arduleia, che rispondeva in concorso con Zarrillo dell'intestazione fittizia di un'auto. Nel collegio difensivo sono stati impegnati, tra gli altri, gli avvocati Angelo Raucci e Massimo Trigari

Ha retto, dunque, la tesi accusatoria che ha ricostruito il “giro d’affari” della consorteria criminale e, attraverso un puntuale esame della documentazione bancaria, sono stati determinati gli interessi usurai applicati, che, in alcuni casi, hanno superato la soglia del 120%. Le pressioni esercitate sulle persone offese, soggette a gravi e frequenti atti di intimidazione, le ponevano in una condizione di paura e totale soggezione. A causa del timore di subire gravi ritorsioni, gli imprenditori usurati, a fronte dei prestiti ricevuti, dovevano corrispondere interessi elevatissimi arrivando sull'orlo del fallimento. 

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