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L'incremento dei contagi negli ultimi 15 giorni

L'incremento dei contagi negli ultimi 15 giorni

Coronavirus, l'Unità di Crisi pubblica il report: "Prevedere chiusura scuole nelle aree più a rischio"

Ecco tutti i dati nelle mani degli esperti che hanno chiesto "chiusure totali" dove c'è maggiore rischio di contagio

L’Unità di Crisi della regione Campania sull’emergenza coronavirus ha reso noti i dati dei contagi che “preoccupano” e che hanno spinto a chiedere “chiusure delle scuole” nelle aule più a rischio. Negli ultimi 15 giorni presi in considerazione (fino all'8 febbraio), secondo il report, gli incrementi maggiori hanno interessato anche 6 comuni della provincia di Caserta: a Cervino, San Prisco, San Marco Evangelista, Sparanise, Casapulla e Villa Literno la percentuale dei positivi è aumentata in una forbice tra il 36 ed il 40%.

Il report inviato a tutti i Comuni

I dati sull'andamento dei contagi nelle scuole, utili a mettere in campo le eventuali decisioni sulle aperture o sulle chiusure degli istituti, per quanto concerne le lezioni in presenza, sono stati inviati a tutti i Comuni. Saranno i sindaci, infatti, di concerto con le Prefettura a dover decidere se tornare o meno alla Dad, così come annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca nei giorni scorsi. E stato elaborato un sistema di alert da parte dell'Unità di Crisi sulle situazione nei comuni maggiormente a rischio. La Regione in sostanza consiglia al momento l'adozione di un sistema di chiusure scolastiche in presenza per fascia d'età nelle aree con la più alta densità di contagi Covid. Se poi la situazione non dovesse migliorare verranno adottate misure generalizzate per quanto concerne le chiusure.

Tutti i dati del contagio

I dati riportati mostrano un andamento in crescendo del numero dei contagi, rilevato anche nell’ultima cabina di regia nazionale del 5 febbraio 2021 (Report 38, relativo alla settimana 25-31 gennaio 2021), ove si riferisce anche, per la prima volta, di focolai scolastici in numero di 7. Tali dati, aggiornati alla data odierna, denotano un ulteriore significativo aumento del numero assoluto dei contagiati (9226 nell’arco della settimana 1-7 febbraio), un aumento del numero assoluto di focolai attivi (n.1914) e di nuovi focolai (n.1066). Sempre negli ultimi 7 giorni, si evidenziano n.29 focolai scolastici, 2 in ambito ospedaliero, n.1 nelle carceri, n.1 in istituto religioso. Restano elevati (circa 2000 casi di cui 9 nuovi casi non associati a catene di trasmissione note), che costituiscono un ulteriore elemento di alert del sistema di sorveglianza. Ulteriore elemento di criticità sopraggiunto riguarda i dati relativi all’andamento degli accessi ospedalieri di pazienti Covid sintomatici, con necessità di ricovero in area medica nonché in regime di terapia intensiva. Alla data dell’8 febbraio si rilevano significative criticità relative al tasso di occupazione posti letto (Tabella 1).

"Evitare ulteriori contagi"

Alla luce della tendenza dei contagi che attualmente si va delineando all’esito della riapertura delle attività in presenza, nonché dell’incremento di richiesta di posti letto in regime ordinario e, soprattutto, in terapia intensiva della attuale campagna vaccinale per COVID19, si legge nella nota dell’Unità di Crisi, “anche alla luce di non rari casi di infezioni intercorrenti tra prima e seconda dose vaccinale, che testimoniano la diffusività del virus, si ritiene indispensabile l’adozione di nuove strategie di gestione e valutazione dei dati mediante Alert o analisi previsionali sulla base delle quali orientare le decisioni, a livello locale e con specifico riferimento alle fasce d’età maggiormente a rischio, per scongiurare l’immissione negli ambienti familiari di studenti e docenti di nuove possibilità di moltiplicazione del virus. Occorre, in altri termini, evitare ulteriori matrici di contagio, la cui presenza in ambito territoriale e scolastico modificherebbe il corso dell’infezione sul territorio regionale”. In definitiva, sulla base della situazione epidemiologica rilevata sulla platea scolastica, “si ritiene che le nuove strategie gestionali e previsionali con relativi provvedimenti per fascia di età debbano essere adottate in quanto idonee in modo specifico a determinare un contenimento dell’infezione su più livelli, territoriale (Sindaci) e in settings specifici (Scuola/Cooperative/Aziende). Si condivide, pertanto, che occorra raccomandare vivamente la concreta applicazione dei criteri indicati nei singoli contesti del territorio regionale. Appare evidente che laddove tali misure in un arco temporale settimanale non dovessero sortire effetti, occorrerà valutare la adozione di misure di contenimento generalizzate", spiega l'Unità di Crisi in una nota. 

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