Ucciso per un'offesa a Zagaria: 3 condanne. Appello cancella gli ergastoli

Vent'anni a Dell'Aversano e Conte, 10 al pentito Lanza. Assolto Virgilio: scagionato da 3 pentiti

L'omicidio in un autolavaggio di San Marcellino

Cancellati gli ergastoli comminati in primo grado  per l'omicidio di Nicola Villano, detto zeppetella, e per il tentato omicidio del ras Raffaele Della Volpe. E' stata questa la decisione della Corte d'Assise d'Appello che ha riformato la sentenza pronunciata nel luglio dell'anno scorso dal gup Di Palma del tribunale di Napoli.

La Corte partenopea ha condannato a 20 anni Cristoforo dell'Aversano e Vincenzo Conte, alias nas e' cane; 10 anni per il pentito Bruno Lanza. Sentenza completamente ribaltata per Claudio Giuseppe Virgilio, difeso dall'avvocato Angelo Raucci, che dall'ergastolo del primo grado è stato completamente assolto per il delitto. Decisive, in tal senso, le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Lanza, Panaro e Misso che hanno chiarito sul ruolo di Virgilio, ritenuto lo specchiettista del raid di morte, scagionandolo. Nel collegio difensivo sono impegnati, inoltre, gli avvocati Alfonso Quarto, Paolo Caterino e Giuseppe Tessitore. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli allora latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria avevano stabilito che Raffaele Della Volpe, capo zona su Aversa, doveva essere eliminato poiché aveva costituito un suo gruppo criminale che aveva cominciato a muoversi in autonomia, omettendo di versare al clan dei Casalesi il provento delle estorsioni. Secondo quanto riferito da Nicola Schiavone, in una sorta di memoriale manoscritto, venne organizzato un summit per chiarire la vicenda e Villano offese il boss Michele Zagaria: "Don Michele non deve più venire ad Aversa". Questa la frase che gli costò la vita. 

In tale contesto, venne organizzato un gruppo di fuoco che, il 20 luglio 2001, intercettò ad Aversa l’auto su cui viaggiava Della Volpe che riuscì a scampare all’attentato anche perché i killers non proseguirono nell’azione in quanto notarono la presenza in macchina della moglie e della figlia di pochi mesi. Dopo poco il gruppo criminale, durante il tragitto di ritorno verso San Cipriano d’Aversa, scovò Villano in un autolavaggio di San Marcellino, esplose nei suoi confronti numerosi colpi di arma da fuoco, uccidendolo.

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