Uccide 2 persone, ‘tradito’ dalla processione: condannato

Tentò di scappare ma la sua auto fu bloccata dai fedeli in strada

Investì ed uccise due persone, poi tentò anche di scappare ma la sua fuga fu bloccata dalla processione dei fedeli di Villa Literno che permise ai carabinieri di fermarlo praticamente subito. A poco meno di tre anni dall’incidente mortale del 30 maggio 2016 arriva la sentenza definitiva per Oreste C., 34 anni, nato a Santa Maria Capua Vetere ma residente a Villa Literno.

L’incidente avvenne in via Vecchia Aversa: l’uomo, alla guida di un’automobile, investì ed uccise due persone in bicicletta e poi cercò di scappare ma la sua fuga fu fermata dalla processione in strada: arrivano vigili e carabinieri che lo fermarono. Un agente fu anche spintonato dal 34enne che voleva scappare. Dopo essere stato condannato a 4 anni in Appello (l’auto su cui viaggiava era sprovvista anche di assicurazione), ha proposto ricorso in Cassazione ma lo stesso è stato ritenuto inammissibile. 

“Va evidenziato - scrivono i giudici della Cassazione nelle motivazioni rese note poche giorni fa - che, per quel che riguarda la ricostruzione del sinistro, ed il conseguente riconosciuto concorso di colpa della vittima, il giudice del merito ha fornito congrua motivazione indicando gli elementi probatori valutati ai fini del giudizio, ed in particolare la circostanza che alle 21, su un tratto di strada privo di illuminazione pubblica, le due vittime procedevano senza alcun dispositivo sugli indumenti che potesse segnalare la loro presenza (giubbotti o bretelle riflettenti) e che le stesse biciclette erano prive dei prescritti dispositivi luminosi. Le critiche mosse con il ricorso alla sentenza impugnata si risolvono, dunque, sostanzialmente in censure che tendono ad una diversa valutazione delle risultanze processuali non consentita nel giudizio in Cassazione. Del tutto immune da censure si appalesa, in particolare, il percorso argomentativo seguito dalla Corte distrettuale nella valutazione delle conclusioni dei consulenti. In tema di omicidio e lesioni per colpa cosiddetta "stradale", il giudice di merito, riconosciuto il concorso di colpa della persona offesa, adempie il dovere di motivazione in ordine alla graduazione delle colpe concorrenti di cui è impossibile determinare con certezza le diverse percentuali dando atto di aver preso in considerazione le modalità del sinistro e di aver raffrontato le condotte dei soggetti coinvolti”.

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