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Cronaca

Muore per un tumore non diagnosticato, condannata l’Asl

La Cassazione respinge il ricorso ed intima all’Azienda Sanitaria un maxi-risarcimento dei danni

Un tumore non diagnosticato e per il quale un ragazzo, ancora minorenne, è morto. Per questo motivo è stata condannata al pagamento di circa 47mila euro l'Asl di Caserta, ex Asl Ce2, 7800 euro per ciascuna delle parti interessate, 5 familiari della vittima della terribile malattia e la Generali Italia Spa.

La Corte di Cassazione, sezione civile, ha rigettato il ricorso dell'azienda sanitaria secondo la quale non ci sarebbe la responsabilità del medico radiologo in quanto "al momento della radiografia non poteva far sospettare l'esistenza della patologia, poi successivamente manifestatasi, con conseguente insussistenza del nesso causale tra la condotta del medico e i danni patiti da Antonio N.".

Per i giudici della Suprema Corte il ricorso è da dichiarare inammissibile in quanto "non rispetta il requisito della esposizione sommaria dei fatti". Pertanto, l'Asl è stata condannata al pagamento delle spese processuali, 7800 euro, per ciascuna parte controricorrente, per un totale di 46mila 800 euro.

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