Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Truffe agli anziani: 2 fratelli a capo della banda. Gli autori dei colpi pagati "a gettone"

Briefing in piazza, cellulari ed auto a noleggio: così si muovevano gli specialisti del raggiro. La vittima più anziana ha 96 anni

Il breafing in una piazzetta tra i quartieri napoletani di San Giuseppe e Tribunali, la consegna di un telefono cellulare prepagato, le chiavi di un'auto a noleggio e l'indicazione delle zone del casertano, del Basso Lazio, del napoletano fino alla provincia di Foggia dove colpire.

Oltre 50 truffe: la vittima più anziana ha 96 anni

Sono questi i retroscena dell'inchiesta dei carabinieri della compagnia di Caserta coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che hanno portato all'arresto di 10 persone, tutte con precedenti di giustizia, resi noti alla conferenza stampa indetta presso l'Ufficio di Procura dal Sostituto Procuratore Carmine Renzulli alla presenza del Tenente Colonnello Salvatore Sferlazza, del capitano Pietro Tribuzio e del comandante della stazione di Ruviano, maresciallo Michele Fioraio. Agli arrestati, tutti residenti nel napoletano, tra cui una donna, sono contestati 54 capi di imputazione tra cui l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa agli anziani. Sono state oltre 50 le truffe consumate o tentate nei confronti di anziani tra cui una donna di 96 anni.

Due fratelli a capo della cricca. Arrestato anche il padre

L'attivitá di indagine prende il via nel 2020 ed il primo episodio si verifica a Ruviano. Da lì in poi secondo uno schema a catena che abbracciava varie regioni italiane gli investigatori sono risaliti agli odierni indagati. L'organizzazione aveva i suoi capi promotori a Napoli nei fratelli Antonio e Gennaro Francescone, rispettivamente di 34 e 32 anni, entrambi colpiti dalla misura cautelare in carcere, che proprio dal napoletano gestivano l'intero schema truffaldino insieme al padre, Gabriele Francescone di 56 anni, finito ai domiciliari. Il provento dell'attività illecita è pari a 106 mila euro in contanti nonché monili e preziosi allorquando le vittime non avevano disponibilità economica. Le somme sono state sequestrate. In un caso ad una anziana gli esecutori materiali della truffa con tono suadente riuscirono ad accaparrarsi dei buoni fruttiferi postali del valore di 25.000 euro giacché la donna non aveva denaro contante in casa. Buoni non incassati grazie al tempestivo intervento dei militari.

Briefing in piazza, auto a noleggio e paga a gettone

Il modus operandi era ben suddiviso tra i ganci che segnalavano le vittime - sull'identificazione dei quali sono ancora in corso accertamenti - le direttive impartite dai congiunti partenopei e gli esecutori materiali che si recavano a casa degli anziani per l'esecuzione materiale della truffa. Il primo contatto avveniva telefonicamente e poi entravano in scena i vari partecipi. Un vero e proprio lavoro. Ogni mattina c'era il breafing sulle zone da battere, la consegna di auto noleggiate in varie società e la consegna di smartphone per comunicare. Gli esecutori materiali percepivano una sorta di gettone di presenza, e non una percentuale sugli incassi illeciti, che si aggirava intorno ai 300 euro. Le mosse venivano filmate durante ogni colpo messo a segno o quando consegnavano ad un ricettatore non identificato monili e preziosi.

In un caso ad una anziana gli esecutori materiali della truffa con tono suadente riuscirono ad accaparrarsi dei buoni fruttiferi postali del valore di 25.000 euro giacché la donna non aveva denaro contante in casa. Buoni non incassati grazie al tempestivo intervento dei militari.

Vittime raggirate con il sistema del pacco al nipote 

Nelle casse dei congiunti giungeva "uno stipendio" con cadenza giornaliera. Le scuse per accaparrarsi la fiducia degli anziani erano le più varie e riguardavano sempre un familiare o un figlio o un nipote. Il versare una somma di denaro per un incidente stradale che vedeva coinvolti il congiunto, il pagamento di un debito, la consegna di un pacco con delicato materiale elettronico da consegnare al congiunto. In alcuni casi la fiducia era assicurata dalla presenza della donna.

L'operazione odierna dei carabinieri e della Procura sammaritana è il prosieguo di una attività di indagine sulle truffe agli anziani già avviata nel 2017 dal procuratore Antonio D'Amato e proseguita dal procuratore Renzulli. Nel corso di questo periodo sono iniziati diversi procedimenti penali e circa 40 soggetti sono stati già condannati in primo grado.

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