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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca Parete

21 ARRESTI Il Bingo 'sportello bancomat' per la banda di truffatori

Il sodalizio criminale prelevava i soldi delle truffe grazie alla complicità di operatori e parcheggiatore

La sala Bingo di Aversa come sportello bancomat del sodalizio criminale. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli Nord sull’associane a delinquere di Parete sgominata dai carabinieri nei giorni scorsi. A finite in manette 21 persone per un giro di truffe sugli annunci di lavoro online: le vittime venivano raggirate e ‘costrette’ a pagare per evitare inesistenti problematiche giudiziarie per gli annunci finiti in rete.

Per non essere sospetti, i componenti della banda non potevano prelevare negli stessi sportelli ATM delle poste, una mossa che avrebbe causato sicuri problemi. Per questo uno dei luoghi preferiti era il Bingo di Aversa, dove Raffaele Pezone, leader del sodalizio con la moglie Gilda Ucciero, conosceva personalmente il parcheggiatore Salvatore Pinto.

Quest’ultimo, come emerge dalle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria da Lorenzo Improta, faceva da “tramite con il Pezone Raffaele con gli operatori della sala POS consentendogli di prelevare sulle postepay sulle quali sono confluiti i soldi delle truffe”.

A prelevare in certe occasioni era lo stesso Improta: “In qualche occasione mi sono recato presso il predetto Bingo su consiglio di Pezone Raffaele, il quale dopo essersi messo in contatto con Pinto Salvatore mi lasciava campo libero presso la sala slot, nel senso che giunto presso il Bingo lo stesso Pinto dopo aver parlato con gli impiegati della sala prelievi mi faceva entrare presso la predetta sala consentendomi di effettuare i prelievi”.

Improta sottolinea poi anche il ruolo degli impiegati del Bingo: “Su un prelievo di 600 euro si trattenevano la somma contante di 100 euro. Non conoscono i nomi degli operatori POS ma sicuramente mi hanno spesso consentito di effettuare tali prelievi il direttore di sala”. Improta inoltre spiega come gli operatori della sala POS permettessero alla banda di effettuare i prelievi “senza materialmente sederci a giocare, o meglio, dovevamo mostrarci nella sala Bingo almeno per qualche giocata per non dare troppo nell’occhio”.

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