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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

L'ex assessore testimone nel processo della truffa delle pesate

Nello Spirito ha raccontato i suoi dubbi sulla gara

Una gara con requisiti talmente stringenti da far resistere soltanto una ditta, nonostante i prezzi più alti. Lo ha riferito l'ex assessore alle Finanze del Comune di Caserta Aniello Spirito nel corso del processo sulla truffa delle pesate dei rifiuti organici per i quali sono sotto processo l'imprenditore Francesco Iavazzi e l'ex dirigente comunale Carmine Sorbo (quest'ultimo accusato di falso).

Spirito ha evidenziato come già negli anni precedenti all'affidamento del servizio all'Impresud di Iavazzi si fosse battuto dai banchi dell'opposizione in consiglio comunale per evitare gli affidamenti diretti per il servizio di smaltimento dei rifiuti organici e di indire una gara pubblica in modo da abbassare i costi. La gara venne indetta ma - secondo quanto detto dall'ex membro dell'esecutivo - la situazione sarebbe addirittura peggiorata. "I requisiti per la gara", di cui era responsabile Sorbo, erano talmente "stringenti" da favorire l'unica ditta in grado di soddisfarli: la Impresud, appunto. E questo nonostante avesse offerto costi per il servizio più elevati: "le altre ditte - ha detto Spirito ai giudici - hanno presentato offerte pari alla media dei prezzi che all'epoca c'erano in Campania".

Nel corso dell'udienza - celebrata dinanzi al giudice Iorio  del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sono stati escussi anche i consulenti della Procura che hanno avuto un acceso confronto con il perito della difesa di Iavazzi, rappresentata dall'avvocato Gennaro Iannotti. Secondo i consulenti della Procura, però, a Caserta così come a Maddaloni quando ad occuparsi del servizio non era più Impresud la quantità dei rifiuti (e quindi dei costi) si sarebbe "ridotta notevolmente". Conclusione opposta a quella del perito di parte.

Nel corso dell'udienza fiume, infine, è stato ascoltato anche l'ex direttore del Cub Antonio Scialdone oltre all'acquisizione delle dichiarazioni di alcuni autisti. Si torna in aula a fine mese.

Secondo l'accusa Iavazzi avrebbe alterato il sistema di pesatura degli automezzi che pervenivano ai due stabilimenti (Impresud ed Ecologia Iavazzi) in modo da attestare una quantità di rifiuti di gran lunga superiore a quelli effettivamente trasportati, con evidente aggravio per le casse comunali dei comuni di Caserta, San Nicola la Strada e Maddaloni. Per le vicende relative a San Nicola la Strada il giudice Patrizia Iorio ha già pronunciato sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione (le contestazioni della Procura risalgono al periodo 2011-2013) con il dissequestro e la restituzione a Iavazzi di 662mila euro. I Comuni di Caserta e Maddaloni si sono costituiti parte civile con gli avvocati Rossella Calabritto e Giovanni Vairo.

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