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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Avvocati comprano le marche da bollo nella 'centrale del falso': truffa da 7mila euro

Le intercettazioni svelano il canale diretto di Bifulco con il falsario Di Filippo. I titoli contraffatti utilizzati nei tribunali di Santa Maria e Napoli Nord

Le marche da bollo false venivano utilizzate negli uffici giudiziari della provincia di Caserta dalla coppia di avvocati civilisti Angelo Bifulco, 41enne casertano, da sua moglie Simona Cerullo, 36enne casertana anch'ella avvocato civilista, e dal collega Mario Martino, 30enne di Caserta.

E' quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Anticontraffazione di Roma che hanno iscritto nel registro degli indagati 25 persone ed applicato 14 misure cautelari (10 arresti domiciliari, 4 obblighi di presentazione alla pg), mentre i tre legali casertani sono stati colpiti dalla misura del divieto di svolgimento della professione per 12 mesi Bifulco e Cerullo e per 6 mesi Martino. Secondo gli inquirenti, i tre avvocati avrebbero utilizzato presso gli uffici giudiziari civili e nel circondario di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord i falsi valori bollati prodotti da Massimiliano Di Filippo.

Le marche contraffatte sarebbero state  acquistate direttamente presso la 'tipografia del falso' creata da Di Filippo a Villa Literno. Le attività di intercettazione dei militari hanno disvelato il canale diretto con l'avvocato Angelo Bifulco. Difatti in un periodo compreso tra gennaio e luglio 2020 nello svolgimento della loro professione di avvocati civilisti la coppia Bifulco-Cerullo avrebbe utilizzato 50 valori bollati contraffatti da Di Filippo presi in consegna presso il centro di produzione del falso liternese procurandosi un ingiusto profitto in danno allo Stato - corrispondente al mancato versamento del valore nominale delle false marche utilizzate - pari a 6.393 euro. L'avvocato Mario Martino, invece, ne utilizzò 7 procurandosi un ingiusto profitto ai danni dello Stato pari a 447 euro.  I coniugi Bifulco-Cerullo assistiti dagli avvocati Ferdinando Letizia e Pasquale Diana chiariranno la propria posizione in sede di interrogatorio di garanzia lunedì 7 marzo. 

Secondo le indagini, la filiera creata da Massimiliano Di Filippo era in grado di assicurare la continuità del ciclo produttivo oltre che l'alimentazione diretta o mediata dei canali di smercio dei falsi valori bollati. Il falsario naturalizzato liternese aveva affinato la sua tecnica di contraffazione mediante la stampa di personalizzazione su supporti in bianco- riportanti solamente lo stemma della Repubblica Italiana, l'intestazione e gli elementi di sicurezza falsificati- importati dalla Cina.

Nel laboratorio a Villa Literno grazie all'ausilio di apparecchiature tipografiche oltre sistemi software ed hardware dava libero sfogo alla propria arte da falsario. Le marche false venivano utilizzate anche da altri avvocati nei tribunali di Avellino e Salerno dagli avvocati Ettore Marruzzo, 38enne di Avellino, Luciano Trofa, 55enne di Avellino, e Bartolo Campione, 50enne salernitano (tutti indagati a piede libero) che si rivolgevano agli intermediari di fiducia di Massimiliano Di Filippo. L'avvocato Ettore Marruzzo ne utilizzò 3 ed il danno ingiusto fu di 59 euro; l'avvocato Luciano Trofa ne utilizzò 2 procurandosi un ingiusto profitto del valore di 447 euro. 

Nel corso dell'indagine è stata smantellata la centrale di contraffazione liternese e sono stati sequestrati migliaia di valori bollati falsi oltre che patenti utilizzate sul litorale ostiense del valore di 200 mila euro.

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