Mazzette per aumentare le pensioni, in aula anche 3 ‘beneficiari’

Ufficiale della guardia di finanza racconta le indagini ai giudici: danno da 3 milioni di euro

Il blitz della Finanza all'Inail

I beneficiari dei contributi non dovuti erogati dall'Inail potrebbero essere sentiti in modalità assistita. E' questo il dilemma su cui dovranno pronunciarsi i giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico di due funzionari dell'ente previdenziale, Raffaele Raimondo, di Grazzanise, ed Antonio Valletta, di Capua, accusati di truffa ai danni dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro. 

In pratica il collegio giudicante dovrà decidere se i beneficiari delle prestazioni truffaldine dei due funzionari siano da sentire con l'ausilio di un difensore, e quindi come indiziati degli stessi reati, oppure potranno rendere la loro testimonianza normalmente. Una circostanza su cui i giudici si sono riservati e renderanno nota la decisione nell'udienza fissata a metà ottobre. 

Intanto, nel corso dell'udienza di oggi, è stato ascoltato uno degli ufficiali della finanza che ha parlato delle indagini che hanno portato all'incriminazione di Raimondo e Valletta. Secondo l'accusa i due avrebbero intascato mazzette per alterare gli "statini paga" di persone collocate in pensione per invalidità. 

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Secondo i conteggi della guardia di finanza il danno erariale ammonterebbe a circa 3 milioni di euro. Almeno 96 i contributi di natura assistenziale erogati indebitamente. In particolare, Raimondo e Valletta avrebbero provveduto a modificare i dati retributivi delle rendite consolidate (spettanti a coloro che hanno un grado di inabilità permanente) e della misura degli assegni di incollocabilità (riferiti agli invalidi del lavoro che sitrovino nell'impossibilità di fruire dell'assunzione obbligatoria), nonostantel'assenza di qualsiasi presupposto giustificativo.

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