Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca San Prisco

Truffa da 20 milioni di euro, il 'commerciante' di auto: "Mi rivolgevo a lui per avere clienti"

Perrino in aula parla dell'amico finanziere che "si metteva a disposizione"

“Mi rivolsi a Cestrone per avere informazioni su Germana Mercurio quando venne indagata. Mi sentivo in difficoltà perchè avevo chiesto io a Cestrone un aiuto per farla lavorare perchè mi sentivo in dovere nei confronti del socio del marito mio amico, Luigi Serulo, che mi chiese una cortesia. Cestrone si mise a disposizione e Mercurio divenne amministratrice di una società, gestita da Antonio Corace per conto di terzi. Io conoscevo Cestrone fin da bambini e nella mia attività nel commercio di auto, mi procacciava i clienti”.

Sono le dichiarazioni rese da Raffaele Perrino, ex sottufficiale in pensione dell’areonautica militare, coinvolto nel processo sulle frodi fiscali ai danni dello Stato che si sta celebrando dinanzi al collegio della terza sezione presieduta da Giuseppe Meccariello. L'ex sottufficiale di San Prisco, già coinvolto in un processo analogo per truffa, ha chiarito ai giudici che si rivolgeva all’amico di infanzia, sottufficiale delle fiamme gialle, per ricevere informazioni e che Cestrone oltre che segnalargli le persone a cui rivolgersi per la vicenda dell’amministratrice Mercurio effettuando chiamate in sua presenza, non fece nulla di più. Un interessamento per l’amministratrice oggetto di verifica dei colleghi di Cestrone che non ha convinto il sostituto procuratore Alessandra Converso. Si torna in aula a luglio per l’escussione del marito dell’amministratrice Luigi Serulo.

Sono finiti sotto processo il finanziere Luigi Cestrone; Carlo Sales; Danilo Sales; Marco Ziccardi; Alejandro Fabian Rascio; Giuseppe Dello Iacono, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio, fatture per operazioni inesistenti, falsità in bilancio. Grazie a una complessa indagine di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria svolta, sotto la direzione di magistrati della Procura partenopea, da militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta e da personale dell’Agenzia delle Dogane di Napoli, è stato possibile individuare e ricostruire un articolato meccanismo fraudolento attraverso cui le società inserite nel circuito dell’organizzazione erano in grado di conseguire indebitamente ingenti evasioni e risparmi di imposta.

L’indagine scaturí da una verifica ai fini Iva nei confronti di una società operante nel commercio di prodotti elettronici, proseguita mediante intercettazioni sia telefoniche che ambientali furono acquisiti dati ed elementi che permettevano di accertare la commissione da parte dell’associazione composta da professionisti e consulenti contabili, imprenditori compiacenti e amministratori formali e/o teste di legno, di plurime frodi fiscali operate attraverso l’emissione e l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti, nonché l’utilizzo dello schema tipico delle cosiddette 'frodi carosello', ovvero, lo sfruttamento del sistema del "reverse charge" utilizzando delle società fittizie (cosiddette 'cartiere'), interposte all'interno di un'operazione commerciale, al fine di far sorgere un diritto (in realtà inesistente) a detrarre l'Iva sugli acquisti e far ricadere, invece, l’onere tributario sulle citate società cartiere che non versavano nulla all’erario. Venne, inoltre, rilevato il ricorso a indebite compensazioni di imposta attraverso l’utilizzo di crediti in realtà inesistenti. In tale contesto, emerse che l’organizzazione, per attribuire parvenza di regolarità contabile e fiscale alle sottostanti operazioni commerciali e finanziarie, si avvaleva dell’ausilio di consulenti fiscali e commercialisti, nonché del maresciallo della Guardia di Finanza, in congedo Luigi Cestrone.

In particolare, mentre i professionisti si occupavano di pianificare le operazioni inesistenti attraverso l’utilizzo di società di comodo, il finanziere, secondo la Procura, provvedeva, insieme ad altri membri del sodalizio, sia al reclutamento delle teste di legno cui intestare fiduciariamente le società di comodo sia a tutti gli adempimenti necessari alla realizzazione delle fittizie operazioni commerciali. Grazie a tale meccanismo, le società coinvolte hanno potuto usufruire di ingenti risparmi d’imposta, realizzando proventi illeciti da evasione fiscale per oltre 20 milioni di euro.

Nel collegio difensivo sono impegnati tra gli altri gli avvocati Giuseppe Stellato, Nicola Leone, Gaetano Balice, Luigi Ferrandino, Guido Forgiuele, Alessandro Micieli, Teodoro Reppucci, Nicola Belardo, Giovanni Maria Portaro, Gianluca Bucciero.

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