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Cronaca Casal di Principe

7 ARRESTI 30mila euro di fatture per “l’operaio fantasma” della società cartiera

La ricostruzione del metodo di Massaro e Caterino per truffare l'Inps

Una società ‘cartiera’ capace di farsi corrispondere dall’Inps, tramite un abile truffa, prestazioni previdenziali e assistenziali dal valore complessivo di un milione e 518mila euro, con 269 comunicazioni per lavoratori dipendenti mai esistiti nella realtà tra il 2011 e il 2014. È questo il caso della Eden Edil, la società finita nel mirino della procura di Napoli Nord nell’inchiesta “Muro di carta”, che ha permesso l’arresto di 7 persone che costituivano una associazione a delinquere attiva nell’emissione e nell’utilizzazione di false fatture per operazioni inesistenti nel settore edile, finalizzate, oltre ad ottenere i conseguenti sgravi tributari, anche e soprattutto a conseguire la percezione di indebite contribuzioni da parte degli Enti previdenziali ed assistenziali.

I PROMOTORI DELLA TRUFFA

La truffa, secondo gli inquirenti, era stata ideata da Salvatore Massaro, imprenditore di Casal di Principe e titolare della ditta. Un ruolo chiave nella vicenda, come secondo promotore dell’associazione a delinquere, l’ha avuto Emilio Caterino, consulente del lavoro di San Cipriano d’Aversa.

LE ANOMALIE DELLA DISOCCUPAZIONE

Nel caso della Eden Edil, scrivono i magistrati, emerge l’anomalia relativa ai destinatari delle prestazioni previdenziali, ottenute dall’Inps grazie al sistema fraudolento messo in piedi da Caterino. Tra i soggetti a cui è arrivata l’indennità figurano infatti lo stesso Salvatore Massaro, titolare della Eden Edil, e il figlio Vincenzo Massaro. I due quindi risulterebbero essere stati alle dipendenze della società amministrata dallo stesso Massaro.

IL MURATORE E LE FATTURE

Altro caso particolare è quello di G.F., destinatario di 6 fatture dal valore di oltre 30mila euro emessa dalle Eden Edil nel corso del periodo di imposta 2014, fatture disconosciute dallo stesso G.F.. Quest'ultimo era però assunto come muratore, con un modesto reddito, proprio presso la società di Massaro. “Non si comprende per qualche ragione – scrive il gip – G.F. avrebbe dovuto rivolgersi alla società per lavori di edilizia per importi non trascurabili”. L’ipotesi degli inquirenti, dato che le somme di denaro presenti nelle fatture fossero di poco superiori a quanto lo stesso muratore abbia percepito dall’Inps come prestazione previdenziale, è che il tutto fosse in realtà un meccanismo di riciclaggio per far tornare le erogazioni corrisposte al lavoratore alla Eden Edil.

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