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Francesco D'Alonzo e Angelo Calabrò

Francesco D'Alonzo e Angelo Calabrò

Truffa sulle tasse del Comune, l'imprenditore 'inguaiato' dalla sua denuncia

I retroscena sull'inchiesta ha portato all'arresto di Calabrò e D'Alonzo

Si è dato la “zappa sui piedi” denunciando un presunto illecito di un suo ex dipendente, poi licenziato, reo di aver provocato degli ammanchi nei conti dell’azienda. È nata dalla denuncia dell’amministratore unico del Centro Servizi Italia l’inchiesta che ha portato all’arresto di Francesco D’Alonzo e Angelo Calabrò, rispettivamente consulente e amministratore unico del CSI.

I due sono finiti agli arresti domiciliari questa mattina, in un blitz dei carabinieri della stazione di Maddaloni e del NORM della Compagnia di Maddaloni su richiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere. Per Calabrò e D’Alonzo l’accusa è di truffa aggravata, appropriazione indebita e peculato.

Dalle indagini è emerso che il CSI, incaricato dal Comune di Maddaloni della riscossione dei tributi riguardanti la Tarsu e parcheggi dal maggio 2011 al febbraio 2017, non ha versato alle casse dell’Ente le somme composte dai cittadini maddalonesi alla società di servizi.

Per realizzare la truffa, la società riscuoteva il denaro dei contribuenti effettuando “commistioni” con i fondi presenti sui conti, riuscendo di fatto a non corrispondere l’aggio dovuto all’Ente. Era in questo modo che D’Alonzo e Calabrò si assicuravano profitti illeciti. Nei confronti della società il pm aveva chiesto il sequestro preventivo di beni pari a un milione e 100mila euro, ma il gip ha stabilito il sequestro di “soli” 129mila euro perché nei conti della società non è stato trovato altro.

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