Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Dati falsi all'Agenzia delle Entrate per avere crediti dallo Stato: sequestrati 117 milioni, coinvolte 800 società

Nel mirino 594 persone ritenute responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato

La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 800 società, avente ad oggetto crediti connessi alle agevolazioni introdotte in materia di aiuti alla crescita economica, "SuperAce", per un valore complessivo di oltre 117 milioni di euro. La misura è stata introdotta nel 2011 per incentivare il processo di patrimonializzazione delle imprese italiane connotate da una scarsa consistenza economica ed è stata poi oggetto di revisione con il Decreto "Sostegni bis", che ne ha rafforzato gli effetti, prevedendo un coefficiente di remunerazione incrementato al 15%, in luogo dell'1,3% ordinario, nonché la fruizione dell'agevolazione anche sotto forma di credito cedibile a terzi. In particolare, l'attività di indagine ha riguardato la fascia di erogazione del credito inferiore e prossima ai 150.000 euro, attesi i più stringenti obblighi di certificazione imposti dal Codice antimafia per la fruizione di erogazioni pubbliche da parte delle imprese italiane che superino tale soglia. L'incrocio dei dati rilevati sui moduli utilizzati dai beneficiari per richiedere il credito con i valori riportati nei relativi bilanci di esercizio e nei quadri dichiarativi, quando presenti, ha fatto emergere come numerose imprese avessero trasmesso false attestazioni all'Agenzia delle Entrate, indicando di aver conseguito aumenti di capitale, in realtà mai realizzati.

L'approfondimento, inoltre, della posizione di alcune persone fisiche, spesso ricorrenti nella loro qualità di firmatari dei moduli, come pure dei dati temporali ivi riportati, talvolta antecedenti alla data di inizio dell'attività dell'impresa, ha confermato la condotta illecita paventata, evidenziando un "elevato dispendio" di risorse pubbliche da frenare con tempestività. Al termine delle indagini, sono state ricostruite 800 posizioni irregolari relative a altrettante società e attività d'impresa, riconducibili a 594 persone fisiche, oltre la metà delle quali residenti in Campania, ritenute responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver trasmesso all'Agenzia delle Entrate moduli con dati fittizi, per ottenere un credito poi ceduto a terzi, alimentando così il "mercato nero" dei crediti fiscali da cedere alle imprese maggiormente esposte con il fisco. L'azione tempestiva della Procura di Napoli Nord e dei finanzieri del Comando di Frattamaggiore ha ostacolato una considerevole frode ai danni dell'Erario, calcolata in 117.613.483 euro nella sua fase iniziale e, altresì, interrotto la catena di cessioni successive del credito. Infatti, quest'ultimo è stato sottoposto a sequestro anche nei confronti dei terzi cessionari, al fine di preservare l'agevolazione dagli abusi di matrice economico-criminale e di ripristinarne la naturale destinazione a vantaggio dell'imprenditoria legale.

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