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Cronaca Casal di Principe

Truffa in Comune, 'straordinari' pagati a lavoratore malato da 5 mesi

Il retroscena dell'indagine della Procura di Napoli Nord sugli Lsu pagati per servizi mai svolti

Un ingiusto profitto pari a 2220 euro equivalente a somme di denaro corrisposte in eccesso pur non avendo mai messo piede in comune per 5 mesi (giustificativo malattia) grazie alla mancata verifica e la connivenza dei responsabili al settore personale e finanziario nonché responsabile del settore ambiente e lavori pubblici dove l'Lsu era assegnato. È uno dei retroscena dell'inchiesta sulla truffa degli Lsu del Comune di Casal di Principe svelata dai carabinieri del Norm di Casal di Principe condotta dalla Procura di Napoli Nord che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati 44 persone: 34 Lsu - di cui 33 destinatari di provvedimenti di sequestro per le somme indebitamente percepite pari a 168.000 euro - quattro dirigenti comunali, oltre al primo cittadino Renato Natale e la sua Giunta.

La somma di 2220 euro indebitamente percepita per le cosiddette integrazioni orarie sarebbe stata corrisposta a Giuseppe Capoluogo, Lsu assegnato al Settore Ambiente e Lavori Pubblici. Grazie agli accertamenti dei militari si è scoperto il meccanismo illecito dove da un lato c'era l'omessa verifica da parte dei Responsabili di Settore delle giornate di effettiva presenza e la reale corrispondenza tra le ore d'integrazione autorizzate e quelle effettivamente svolte dagli Lsu dall'altro c'era la 'raccolta' delle attestazioni in merito alle falsate presenze.

Ciò ha indotto in errore l'amministrazione comunale sul quantum di ore lavorative effettivamente prestate procurando ingiusti profitti per i 34 LSU coinvolti nell'indagine. Agli Lsu veniva corrisposto un sussidio denominato Asu (Attività Socialmente Utili) erogato dall'Inps ed assicurato ogni anno con le risorse del Fondo Sociale per l'occupazione e Formazione del Ministero del Lavoro e Delle Politiche Sociali pari all'importo di 595,93 euro. Dal compendio investigativo è emerso che per lunghi periodi a volte nell'ordine di mesi - come nel caso di Capoluongo - non c'era traccia documentale delle presenze degli Lsu a lavoro o nella migliore delle ipotesi tali presenze non erano sufficienti ad assicurare le 20 ore settimanali previste 'contrattualmente'. La verifica dei cartellini di presenza combinata con l'analisi delle buste paga ha fatto rilevare che siano stati percepiti assegni Asu nonostante prestazioni lavorative assenti o parziali.

È stato poi rilevato dai militari che gli Lsu hanno percepito una indennità di integrazione oraria per un totale di numero di ore eccedente quello effettivamente svolto. Una delle contestazioni della Procura normanna è proprio la differenza tra le ore di integrazione oraria autorizzate e quelle effettivamente svolte considerando che i pagamenti relativi allo svolgimento delle ore che superano il monte orario sono corrisposte direttamente dall'Ente utilizzatore ovvero il comune di Casal di Principe. Difatti l'Ente per ogni ora aggiuntiva ha corrisposto la somma di 9,87 euro per gli Lsu inquadrati nella Categoria A, 10.44 euro per le categorie B, 11.77 euro per le categorie C.

È bastato ai carabinieri procedere al computo delle ore aggiuntive nell'ambito dei mesi agosto 2019 maggio 2021 con un accertamento su base settimanale controllando le eccedenze rispetto alle 20 ore settimanali previste. È risultato un computo di ore totali di integrazione inspiegabilmente superiore a quello che emergeva dai cartellini di presenza grazie al placet degli amministratori e dei responsabili di settore.

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