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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Maxi truffa su bonus edilizi da 115 milioni: nei guai 14 casertani

Bloccate anche 6 aziende di Terra di Lavoro

Avrebbero creato e commercializzato oltre 115 milioni di euro di falsi crediti d'imposta relativi a spese sostenute per interventi edilizi assistiti dal regime agevolativo dei Bonus facciate e Bonus ristrutturazioni, in realtà mai avvenuti. Adesso per due imprenditori, uno campano e uno modicano, sono scattate le manette. I finanzieri del Comando provinciale di Ragusa hanno eseguito un provvedimento, emesso dal gip di Ragusa, con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il campano e i domiciliari per il modicano. L'autorità giudiziaria ha disposto anche il blocco dei crediti fiscali inesistenti, con il sequestro preventivo di denaro, beni e assetti societari per un valore di 115.135.522 euro. I finanzieri della Compagnia di Modica, tramite i dati estratti dalla Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle entrate, l’analisi della documentazione bancaria, i sopralluoghi e la raccolta di testimonianze da parte di persone informate sui fatti, hanno portato alla luce la maxi truffa ai danni dello Stato. Inoltre, la complessa ricostruzione delle transazioni finanziarie ha consentito di accertare l’autoriciclaggio di oltre 57 milioni di euro.

Le indagini sono scaturite dagli approfondimenti sulla posizione di una società di Roma, riconducibile a un modicano, formalmente attiva nel settore della costruzione di edifici residenziali, ma di fatto una mera cartiera, che, preliminarmente, è risultata aver acquistato 3 milioni di euro di crediti d’imposta senza aver pagato alcun corrispettivo, successivamente monetizzati in parte mediante cessione a Poste Italiane. Le liquidità finanziarie entrate nella disponibilità dell’imprenditore sono state immediatamente sottoposte a sequestro d’urgenza per un importo superiore a 354.583 euro per impedirne la dispersione, già nelle prime fasi dell’indagine. Grazie ai successivi accertamenti, sono state rilevate due principali modalità di esecuzione della frode. In primo luogo, è stato individuato un imprenditore campano che, tramite diverse società a lui riconducibili, ha falsamente attestato di aver ricevuto molteplici lavori di ristrutturazione edilizia da proprie società o da altri imprenditori compiacenti, che hanno acquistato così oltre 43 milioni di euro di crediti d’imposta mediante l’opzione dello 'sconto in fattura'.

Inoltre, è stato accertato che lo stesso imprenditore, insieme a un complice, ha effettuato centinaia di comunicazioni dell’opzione relativa agli interventi di recupero e restauro edilizio, in realtà mai avvenuti, sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per conto di altre persone proprietarie di immobili, dichiarandosi erede e trasferendo circa 72 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali delle proprie società. I successivi riscontri hanno permesso di accertare che i proprietari degli immobili inseriti nella piattaforma sono in realtà tutti ancora in vita e all’oscuro di tali operazioni. Una volta creati, attraverso la falsa attestazione di lavori mai eseguiti, i crediti fittizi sono stati oggetto di ripetute cessioni a terzi per consentire poi la monetizzazione presso intermediari finanziari del bonus . In tal modo, gli indagati si sono assicurati i proventi illeciti che sono stati in gran parte autoriciclati per oltre 57 milioni di euro.

Per tali ragioni, su proposta della Procura, il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di quote di partecipazione in 9 società per un valore di circa 250mila euro, 24 autovetture e 2 motoveicoli, 2 unità immobiliari, tutti i conti correnti nella disponibilità di 5 dei 7 indagati, nonché il blocco sul portale dell’Agenzia delle Entrate dei crediti compensabili nei cassetti fiscali riconducibili a 24 imprese (aventi sede una a L’Aquila, una a Bologna, sei in provincia di Caserta, una in provincia di Ferrara, una in provincia di Frosinone, due in provincia di Lecce, una a Milano, cinque in provincia di Napoli, quattro a Roma e due in provincia di Salerno) e 33 persone (originari due della provincia di L’Aquila, quattordici della provincia di Caserta, uno della provincia di Cuneo, uno della provincia di Frosinone, nove della provincia di Napoli, quattro della provincia di Potenza, uno della provincia di Roma ed uno della provincia di Salerno), risultati cessionari finali dei fittizi crediti di imposta.

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