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Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Dodici arresti per la truffa del bonus cultura, indagati anche nel casertano

L'indagine della guardia di finanza ha portato a 12 misure cautelari. Business da 1,5 milioni

Indagati anche a Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza sulla truffa del "bonus cultura 18App" per la quale sono state eseguite 12 misure cautelari.

In particolare, a seguito di una segnalazione del Ministero della Cultura, sono partite le indagini all’esito delle quali sono stati raccolti gravi indizi di reato in ordine ad un meccanismo fraudolento in base al quale il titolare di un esercizio di commercio all’ingrosso di computer e la moglie: avrebbero accettato e validato, sulla piattaforma dedicata, buoni del valore di 500 euro ciascuno, corrispondenti al "bonus cultura 18APP" (consistente in un voucher, destinato ai giovani, da spendere in cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, visite a monumenti e parchi archeologici, teatro e danza, prodotti dell’editoria audiovisiva, corsi di musica, corsi di teatro e corsi di lingua straniera, nonché abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale); avrebbero emesso una fatturazione di pari importo, giustificandola con la compravendita, in realtà mai avvenuta, di beni funzionalmente destinati alla spendita del bonus; avrebbero ricevuto, a titolo di rimborso, la liquidazione dell’intero importo di 500 euro dal Ministero della Cultura, trattenendo per sé una percentuale oscillante intorno al 30%.

All’organizzazione sopra descritta, ricostruita dalla polizia giudiziaria sulla scorta di perquisizioni informatiche ed accertamenti bancari, avrebbero preso parte anche altre persone, con il compito di procacciare soggetti, titolari del buono, con i quali avrebbero condiviso la parte residua del valore dello stesso. L’attività illecita avrebbe permesso - attraverso la conversione in denaro, non consentita, del contributo pubblico - di conseguire il rimborso di oltre 3.300 voucher 18App (intestati a beneficiari residenti in tutto il territorio nazionale), cagionando al Ministero della Cultura un danno superiore al milione e mezzo di euro. Nella medesima ordinanza è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma complessiva di oltre 1.500.000 euro sui beni mobili e immobili di pertinenza degli indagati.

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