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(foto di repertorio)

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Truffa sulle assicurazioni con documenti falsi: 128 denunciati

Il sodalizio criminale agiva falsificando certificati di stati di famiglia, carte di circolazione, ricevute sostitutive di documenti di circolazione e carte d’identità, indagati anche i clienti

Stipulavano assicurazioni per le auto falsificando i documenti. Individuate e denunciate in stato di libertà 128 persone residenti nelle province di Caserta e Napoli che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, sostituzione di persona, truffa in danno dello Stato, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati ed esercizio abusivo della professione di assicuratore. L'indagine è partita nel 2017 dalla stazione dei carabinieri di Cervignano (Udine), a seguito di una segnalazione partita dall'agenzia "Sara Assicurazioni" di Palmanova.

Come riferito dai colleghi di UdineToday, l’attività illecita, messa in atto da un’organizzazione costituita da 12 persone, 4 delle quali abilitate alla professione di broker assicurativo e 8 svolgenti la predetta professione senza alcun titolo, attiva nel napoletano, era finalizzata alla stipula di contratti assicurativi fraudolenti per la responsabilità civile dei veicoli a motore favorendo i propri clienti, anch’essi poi chiamati a rispondere per correità.

Il sodalizio criminale agiva falsificando certificati di stati di famiglia, carte di circolazione, ricevute sostitutive di documenti di circolazione e documenti d’identità, ai fini di far risultare il veicolo da assicurare di proprietà di ignare persone residenti in varie località del nord Italia titolari di classe di merito “1” (la più bassa), oppure far figurare i reali proprietari dei mezzi quali conviventi con persone titolari di classe di merito “1”, beneficiando della legge 40/07 (c.d. decreto “Bersani”), in tal modo ottenendo premi di polizza a costi contenuti e al di fuori di ogni logica di mercato, frodando le compagnie di assicurazione per complessivi 155mila euro circa, lo Stato italiano per conseguente mancato versamento Iva calcolato in 25mila euro circa ed il S.S.N. per 16.500 euro circa.

I malfattori, fingendosi proprietari di veicoli da assicurare, contattavano telefonicamente delle piccole aziende di assicurazioni dislocate nelle varie regioni dell’Italia settentrionale fornendo i propri falsi dati e chiedendo un preventivo che poi accettavano senza esitazione. Ne seguiva l’invio di documenti falsi via e-mail, un pagamento tramite bonifico e il veicolo era assicurato.

Per la stipula di un contratto assicurativo le compagnie determinano le tariffe basandosi su due criteri: quella della provincia di residenza del proprietario, provincia abbinata ad un coefficiente di incidentalità, che nelle regioni del sud Italia è alto a fronte di quello delle province del settentrione; quello della classe di merito, ossia al punteggio attribuito, negli anni, al conducente che meno incidenti causa meno paga (la più conveniente è la numero 1). La classe di merito, secondo il citato decreto “Bersani” del 2007, è trasferibile ai familiari conviventi che abbiano acquistato un veicolo.

In tale ipotesi, il vantaggio ottenuto dal raggiro è perpetuo poiché al momento di rinnovare la polizza il cliente mantiene la classe di merito acquisita senza più dover ricorrere a raggiri. Il costo della polizza ottenuta arrivava ad essere fino al 90% inferiore rispetto alla tariffa cui avrebbero avuto diritto i clienti. Il guadagno per l’organizzazione, i cui operatori ingaggiavano clienti nei locali pubblici e tramite passaparola, era costituito da un sovrapprezzo che i truffatori chiedevano a titolo di mediazione (da 100 a 500 euro per polizza).

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