Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Viaggio pagato con assegno falso e truffa sui pacchetti vacanze: la Cassazione dice 'no' allo sconto di pena

Gli ermellini hanno respinto il ricorso di un 59enne che è stato condannato per ben 5 volte

Cinque condanne diverse per truffa e ricettazione, per le quali avrebbe voluto lo ‘sconto’ della continuazione. Ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato di un 59enne originario di Casagiove e lo ha condannato anche al pagamento delle spese processuali. Quello che sperava di ottenere l’imputato era il riconoscimento dello “stesso disegno criminale” per due truffe realizzate per due viaggi: una ai danni di un’agenzia pagata con assegno contraffatto; l’altra proponendo la vendita di un pacchetto vacanze ad ignari clienti che poi si sono ritrovati senza soldi e senza viaggio. Ma per la prima sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Antonella Patrizia Mazzei) la ‘continuazione’ non c’è e, quindi, neanche la possibilità di avere lo sconto per l’imputato: “Il motivo - si legge nelle motivazioni rese note da pochi giorni - non si confronta con gli specifici rilievi che il primo giudice (quello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ndr) ha evidenziato in ordine alla diversità dei fatti giudicati dalle due sentenze di condanna: da una parte, l'imputato era stato condannato per la truffa in danno di una agenzia di viaggi, dalla quale aveva acquistato un pacchetto di viaggio pagando il relativo prezzo con un assegno bancario contraffatto; e, dall'altra, era stato condannato per aver truffato altri soggetti vendendo loro un pacchetto viaggio, di cui aveva riscosso il prezzo, senza offrire alcuna controprestazione.  L'ordinanza ha, dunque, coerentemente evidenziato che si trattava di due fatti diversi, sia nella loro storicità sia nelle modalità esecutive”. 

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