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24mila euro per un'auto mai consegnata, ma i 2 venditori si "salvano"

Il giudice accoglie la posizione dell'avvocato difensore: denuncia presentata in ritardo

Erano accusati di truffa ed appropriazione indebita per avere incassato 24mila euro per un’automobile che poi non era stata mai consegnata all’acquirente. 

Ma alla fine del processo, svoltosi davanti al giudice Pellegrino del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i due casertani sono stati prosciolti perché la denuncia da parte della vittima è stata presentata in ritardo. 

La vicenda ha inizio dopo che l’acquirente aveva consegnato un assegno da 24mila euro per l’l’acquisto di una nuova automobile da una coppia che, però, non gliel’ha mai consegnata. I due casertani, rappresentati dall’avvocato Dario Pepe, si sono sempre difesi dichiarando che nel corso delle trattative vi fu una discordanza del prezzo inizialmente pattuito e la mancata consegna dell’auto da permutare. A distanza di un anno, dopo un lungo tiro&molla, l’acquirente si decideva a sporgere querela. 

Il giudice ha però dato ragione agli imputati, dichiarando che la querela sporta dalla vittima era tardiva in quanto l’acquirente, proprio nel corso di un incontro  con gli imputati, aveva saputo che gli assegni erano stati incassati e che l’auto non gli sarebbe mai stata consegnata.

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