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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca Castel Volturno

L'omicidio di Luigi Izzo: trovata l'arma del delitto | FOTO

Il coltello lanciato dal killer dopo aver accompagnato il figlio a casa

Un coltello è stato rinvenuto in un fossato di fronte al nuovo cimitero comunale di Castel Volturno, sulla Strada Provinciale 333 che collega la città castellana e Cancello Arnone. Potrebbe trattarsi del coltello da cucina ancora macchiato del sangue di Luigi Izzo, il barbiere 38enne castellano, ucciso con 6 fendenti nella notte tra sabato e domenica nel vialetto della propria abitazione in località Scatozza.

Il coltello lanciato dopo aver accompagnato il figlio a casa

Il coltello è stato ritrovato dai carabinieri della stazione e del reparto territoriale di Mondragone grazie all'ausilio di un mezzo speciale (una specie di enorme trinciatrice) servito a disboscare la folta vegetazione e rinvenire l'arma con la quale si è consumato l'efferato omicidio. L'assassino di Luigi, Alessandro M., 53 anni di Castel Volturno, si sarebbe disfatto dell’arma prelevata dalla cucina della propria abitazione ed utilizzata per l'omicidio di Luigi Izzo. Secondo quanto raccontato agli inquirenti, dopo essersi recato da Luigi ed aver consumato il delitto, avrebbe riposto il coltello nel vano portaoggetti della sua Fiat Punto serie 3 di colore verde, ed avrebbe accompagnato il figlio Roberto seduto tra i sedili posteriori ed il cofano giacché la vettura in vista di un trasloco aveva i sedili reclinati per consentire il trasporto dei mobili. Roberto, quindi, secondo anche la stessa ammissione del genitore, non avrebbe visto il coltello riposto nel vano portaoggetti di cui si sarebbe disfatto il padre poco dopo averlo riaccompagnato a casa. L'arma è sottoposta a sequestro in attesa di essere sottoposta agli esami di rito.  Esami che saranno seguiti da vicino anche dalla famiglia di Luigi Izzo (rappresentata dall’avvocato Ferdinando Letizia) e dagli indagati (difesi dal legale Giuseppe Guadagno)

L’omicidio davanti casa della vittima

L'omicidio di Luigi Izzo, padre di tre bambini e marito esemplare, sarebbe avvenuto per una serie di malintesi ed errori di persona. Tutto sarebbe iniziato in un bar di via Roma dove si trovava la famiglia degli indagati (per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione) a festeggiare il compleanno di Roberto. Di lì a pochi metri il fratello della vittima che avrebbe iniziato a discutere con alcune persone. Roberto si è intromesso finendo poi per esser malmenato e procurandosi la frattura del mignolo della mano sinistra. In quei concitati momenti, alla vista del congiunto malmenato, è partita la richiesta di aiuto al padre. “Corri stanno ammazzando Roberto di botte, sono più di dieci persone" è stata la frase che ha ‘acceso’ Alessandro, facendogli prendere il coltello da cucina e prima di scendere alla ricerca degli aggressori del figlio. Poi l’arrivo sotto casa di Luigi, dove poi si è consumata la tragedia. 

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