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Trovano pistola in casa dopo aver intercettato colloquio in carcere ma viene assolto

Per il giudice il dialogo registrato col padre non garantisce la ‘proprietà’ dell’arma rinvenuta

Era stato intercettato durante un colloquio in carcere col padre e dal dialogo tra i due, gli inquirenti avevano ipotizzato che stessero parlando di una pistola. Così fu predisposta una perquisizione che, effettivamente, portò a scoprire l’esistenza di un’arma con matricola abrasa, con colpo in canna e caricatore pieno. Per questo motivo il detenuto Armando D.S. di Marcianise è finito sotto processo al tribunale di Napoli Nord in quanto la Procura gli ha ‘contestato’ la proprietà della pistola.

Ma all’esito dell’udienza davanti al gup Giovanniello, con rito abbreviato, l’imputato è stato assolto. Il giudice ha infatti accolto le argomentazioni dell’avvocato difensore Dezio Ferraro che aveva sottolineato come il tenore del dialogo intercettato in carcere non fosse chiaro tale da far apparire Armando S.D. come l’effettivo proprietario della pistola. Per questo motivo l’imputato è stato assolto.

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