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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Mattanza in carcere: aula bunker blindata per udienza a 108 agenti. Oltre 60 parti civili

Si costituiscono anche i familiari di Hakimi Lamine, morto dopo le torture. Costituzione del Ministero a metà: possibile doppia veste come responsabile civile

Due aule videocollegate. Da una parte gli imputati con i loro avvocati, dall'altra le vittime delle torture con i propri difensori. Si è svolta in un'aula bunker blindata la prima udienza preliminare a carico di 108 tra agenti, funzionari dell'amministrazione penitenziaria ma anche medici (questi ultimi accusati di falso) ritenuti responsabili a vario titolo della mattanza del 6 aprile del 2020 all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere dove, in seguito ad un caso Covid nel penitenziario e alla protesta dei detenuti, la reazione della polizia penitenziaria si tradusse in una vera e propria rappresaglia che trasformò per qualche ora la Casa Circondariale "Francesco Uccella" in una sorta di Guantanamo italiana. 

Presidio dei sindacati all'esterno dell'aula bunker. Il garante: "Chiediamo giustizia e verità"

All'esterno del penitenziario sono sfilati gli avvocati, gli imputati, le parti civili. Tra queste il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello che ha commentato: "E' un dovere civile, morale e costituzionale dopo le denunce che hanno fatto aprire l'inchiesta ad una Procura attenta, sensibile ed efficace. Noi chiediamo solo giustizia e verità, i processi servono a questo. Ringrazio il ministro Cartabia e il premier Draghi che quando vennero a Santa Maria Capua Vetere (luglio 2021) hanno detto che lo Stato non dimenticherà". Presente all'esterno dell'aula bunker anche un presidio del sindacato Uspp, in particolare il segretario regionale campano Ciro Auricchio e il suo vice Antonio Flagiello. "Abbiamo piena fiducia nell'operato della magistratura - dice Auricchio all'Ansa - e abbiamo chiesto al governo di dotare gli agenti di webcam sulla divisa per lavorare in maniera trasparente nelle sezioni detentive e regole di ingaggio chiare in caso di rivolte negli istituti penitenziari".

Tre posizioni stralciate: chiusura indagini non notificata

Con un paio d'ore di ritardo rispetto alla convocazione si è proceduto all'appello delle parti. Il giudice Pasquale D'Angelo ha disposto lo stralcio di tre posizioni per un difetto di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per loro il giudice deciderà il da farsi nell'udienza fissata al 18 gennaio. Tra queste c'è anche l'agente Angelo Bruno, in un primo momento arrestato con ordinanza di custodia cautelare in carcere e poi scarcerato in quanto riformato nel marzo 2021 per problemi di salute. Quando, nel giugno del 2020, i carabinieri si recarono al carcere di Santa Maria Capua Vetere per sequestrare i cellulari dei poliziotti coinvolti nei pestaggi dell'aprile precedente, Bruno, per protesta, salì sul tetto del carcere. Fu proprio il Procuratore Aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita, titolare del fascicolo con i pm Pinto e Pannone, a convincerlo a scendere e a concludere la protesta.

Le parti civili

Dei 178 detenuti vittime dei pestaggi in 56 hanno deciso di costituirsi sin dalla prima udienza. Tra di loro anche i familiari di Hakimi Lamine che dopo l'isolamento 'punitivo' morì nel carcere ingerendo una massiccia dose di oppiacei. Era maggio dell'anno scorso. Fatti per cui la Procura contesta ad alcuni agenti l'omicidio colposo. Nel suo caso l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare era stato notificato all'ambasciata algerina ed ora i familiari si sono costituiti. Tra gli avvocati che difendono i detenuti vittime delle aggressioni ci sono: Carmine D'Onofrio (tra i primi a depositare una denuncia per uno dei detenuti facendo avviare l'indagine), Luca Viggiano, Goffredo Grasso, Fabio Della Corte, Giuseppe De Lucia, Gennaro Caracciolo, Ferdinando Letizia, Marco Argirò e Pasquale Delisati. Si sono inoltre costituite alcune associazioni per i diritti dei detenuti, tra cui Antigone e l'Onlus "Il Carcere possibile", il garante dei detenuti nazionale Mauro Palma, quello regionale Samuele Ciambriello e l'Asl di Caserta, con l'avvocato Marco Alois. Nell'udienza fissata all'11 gennaio il gup deciderà se ammettere o meno le parti civili costituite (oltre 60). A queste, comunque, potrebbero aggiungersene delle altre. 

La questione del Ministero di Giustizia

Presente in aula anche il Ministero della Giustizia, con l'Avvocatura dello Stato, che ha depositato istanza per la costituzione di parte civile. Come sollevato dai difensori dei detenuti vittime dei pestaggi, però, il Ministero sarebbe da indicare anche come responsabile civile. Una questione sulla quale il gup si è riservato. Possibile la costituzione in doppia veste del Ministero della Giustizia. 

Tra i difensori degli imputati sono impegnati - tra gli altri - gli avvocati Giuseppe Stellato, Mariano Omarto, Vittorio Giaquinto, Carlo De Stavola, Raffaele Costanzo, Angelo Raucci, Roberto Barbato, Dezio Ferraro, Elisabetta Carfora, Domenico Di Stasio, Valerio Stravino, Gerardo Marrocco, Massimo Trigari, Luca Di Caprio, Mario Corsiero, Rossana Ferraro, Ernesto De Angelis, Claudio Botti, Vitale Stefanelli, Michele Spina, Fabrizio Giordano, Raffaele Russo, Valerio Alfonso Stravino, Antonio Leone, Domenico Pigrini, Ciro Balbo, Dario Mancino, Natalina Mastellone, Gabriele Piatto, Massimiliano Di Fuccia, Carlo De Benedictis, Rosario Avenia, Domenico Scarpone ed Eduardo Razzino. 


 

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