Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Sospesi i 52 agenti indagati. Gli orrori della 'stanza zero': "Picchiati e lasciati senza acqua"

La decisione della task force convocata dal Ministro Cartabia. Il racconto shock di un detenuto e i primi interrogatori dei poliziotti penitenziari

Gli orrori al carcere di Santa Maria Capua Vetere

Primi interrogatori per gli agenti della polizia penitenziaria coinvolti nell'inchiesta sulle torture ai danni dei detenuti del 6 aprile 2020 al penitenziario "Francesco Uccella" di Santa Maria Capua Vetere. Nel frattempo il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha disposto la sospensione di tutti i 52 indagati colpiti da misura cautelare (8 sono in carcere, 18 ai domiciliari, 3 con l'obbligo di dimora e 23 interdetti dall'esercizio del pubblico ufficio). 

Gli interrogatori 

Nel corso degli interrogatori, ai quali gli indagati in carcere hanno partecipato in videoconferenza, la maggioranza degli agenti ha preferito non rispondere alle domande del magistrato, riservandosi di farlo all'esito della visione delle immagini e di ulteriori approfondimenti sugli atti giudiziari. l’unico che ha risposto alle domande del magistrato è stato l’agente Pasquale De Filippo (difeso da Carlo De Stavola), il cui interrogatorio è durato un’ora e mezza in cui ha provato a chiarire la propria posizione. L'ispettore capo Salvatore Mezzarano (difeso da Giuseppe Stellato) ha invece rilasciato spontanee dichiarazioni per discolparsi: "Sono l'ultimo anello della catena", avrebbe detto ai giudici. Domani si procederà con altri interrogatori.  Tra i difensori impegnati ci sono gli avvocati Angelo Raucci, Paolo Caterino, Enrico Monaco, Dezio Ferraro, Mariano Omarto ed Elisabetta Carfora. 

Le sospensioni

Oggi, una volta ricevuta formale trasmissione da parte dell'Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dell'ordinanza di custodia cautelare, la task force convocata dalla Guardasigilli Cartabia (di cui fa parte anche il capo del Dap Bernardo Petralia, il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma e il Sottosegretario Francesco Paolo Sisto) ha immediatamente disposto la sospensione di tutti i 52 indagati raggiunti da misure di vario tipo. Il Dap sta valutando ulteriori provvedimenti anche nei confronti di altri indagati, non destinatari di iniziative cautelari, e ha disposto altresì un'ispezione straordinaria nell'Istituto del casertano, confidando nel pronto nulla osta dell'Autorità Giudiziaria. La Ministra ha inoltre sollecitato un incontro con tutti gli 11 Provveditori regionali dell'Amministrazione penitenziaria, che il Dap sta già organizzando, e un analogo incontro con tutte le rappresentanze sindacali del personale dell'Amministrazione penitenziaria, sia del Corpo di Polizia Penitenziaria che delle altre figure professionali, già fissato per il 7 luglio dal Sottosegretario Sisto. 

Gli orrori della 'stanza zero'

Intanto emergono ulteriori dettagli inquietanti sull'atteggiamento da "macelleria messicana" tenuto dagli agenti. Un detenuto, dopo il pestaggio avvenuto in sezione - "Lì mi picchiano tantissimo, ho perso sangue, avevo l'occhio gonfio" - venne trasferito nell'ufficio matricola, quella che i detenuti indicano come 'stanza zero', al piano terra dove rimase fino alle 23 senza acqua e senza cibo. "Mi hanno spinto dai fianchi e mi hanno buttato a terra", ha riferito agli inquirenti il detenuto. Lo hanno lasciato lì, a terra: "Stavo solo io. Pensate che io sentivo solo gridare". 

"Hakimi aveva un bozzo sulla testa"

Poi venne trasferito in una delle celle di isolamento dove è stato lasciato senza lenzuola per ben 4 giorni, fino all'intervento del magistrato di sorveglianza Marco Puglia. "Ci hanno tenuto il blindato chiuso per 4 giorni", ha riferito. Quella cella, omologata per una sola persona, venne divisa con un altro detenuto: Lamine Hakimi, affetto da schizofrenia e morto poi il 4 maggio. "Stava troppo male, aveva segni di manganellate dappertutto e un bozzo dietro la testa, avrà ricevuto qualche colpo più forte in quel punto. Sino stato 15 giorni in stanza con lui. Lo sogno tutte le notti", ha riferito al pool di magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini. 

"Sono morto lì dentro"

Ma non solo le conseguenze fisiche del pestaggio. Anche quelle psichiche. "Ho preso mazzate che voi non potete neanche immaginare - ha riferito ai magistrati - io facevo 'basta' e ne ho avute ancora di più. Sputato addosso, sangue che mi usciva dappertutto. Oramai io lo dico sempre, lo dico anche al carcere vicino alle guardie: "Voi a me potete fare quello che volete, io sono morto un mese e mezzo fa. Perché quello che ho subito io, ad avere i dolori per 15-20 giorni di fila senza mettermi sul letto a dormire". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sospesi i 52 agenti indagati. Gli orrori della 'stanza zero': "Picchiati e lasciati senza acqua"

CasertaNews è in caricamento