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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Torture in carcere: 'no' del giudice alle intercettazioni anticipate

Sarà la Corte d'Assise a decidere durante il processo. La Procura chiedeva il conferimento dell'incarico al perito

No alle intercettazioni 'anticipate' nel maxi processo a 105 persone -  tra agenti, funzionari dell'amministrazione penitenziaria e medici - coinvolti nell'inchiesta sulla mattanza del carcere di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020. 

Il gup Pasquale D'Angelo ha respinto la richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere - rappresentata in aula dai pm Alessandro Milita, Maria Alessandra Pinto e Daniela Pannone - di conferire incarico al perito per la trascrizione di 132 Rit relativi le captazioni telefoniche in capo ad alcuni imputati. Sarà dunque la Corte d'Assise, dinanzi alla quale inizierà il processo a novembre, a decidere in merito alle trascrizioni delle intercettazioni. 

Agli indagati sono stati contestati, a seconda delle loro rispettive posizioni e partecipazioni alla rappresaglia in carcere, i delitti di tortura pluriaggravati ai danni di numerosi detenuti, maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, abuso di autorità contro detenuti, perquisizioni personali arbitrarie, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, frode processuale, depistaggio, favoreggiamento personale, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio, omessa denuncia e cooperazione nell’omicidio colposo ai danni del detenuto Hakimi Lamine, deceduto in carcere il 4 maggio 2020.

Complessivamente sono già oltre 90 le parti civili ammesse tra detenuti, Ministero della Giustizia, Asl, i garanti nazionale e regionale per i diritti dei detenuti oltre ad alcune associazioni. Tra gli avvocati che difendono i detenuti vittime delle aggressioni ci sono: Carmine D'Onofrio (tra i primi a depositare una denuncia per uno dei detenuti facendo avviare l'indagine), Luca Viggiano, Goffredo Grasso, Elvira Rispoli, Fabio Della Corte, Giuseppe De Lucia, Antimo Busico, Gennaro Caracciolo, Ferdinando Letizia, Marco Argirò, Pasquale Delisati, Andrea Balletta e Giovanni Plomitallo. A rappresentare l'Asl di Caserta, invece, l'avvocato Marco Alois mentre l'avvocatura dello Stato si è costituita per il Ministero della Giustizia.  Asl e Ministero della Giustizia sono stati citati anche in qualità di responsabili civili. 

Tra i difensori degli imputati sono impegnati - tra gli altri - gli avvocati Giuseppe Stellato, Mariano Omarto, Vittorio Giaquinto, Carlo De Stavola, Raffaele Costanzo, Angelo Raucci, Roberto Barbato, Dezio Ferraro, Elisabetta Carfora, Domenico Di Stasio, Valerio Stravino, Gerardo Marrocco, Massimo Trigari, Luca Di Caprio, Mario Corsiero, Rossana Ferraro, Ernesto De Angelis, Claudio Botti, Vitale Stefanelli, Michele Spina, Fabrizio Giordano, Raffaele Russo, Valerio Alfonso Stravino, Antonio Leone, Domenico Pigrini, Ciro Balbo, Dario Mancino, Natalina Mastellone, Gabriele Piatto, Massimiliano Di Fuccia, Carlo De Benedictis, Rosario Avenia, Domenico Scarpone, Eduardo Razzino e Nicola Russo. 

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