Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Detenuti come a Guantanamo: "Manganellate in testa mentre eravamo in ginocchio"

L'orrore del carcere di Santa Maria Capua Vetere premeditato nelle chat: "Li abbattiamo come i vitelli". Fissati gli interrogatori per gli agenti coinvolti

Detenuti inginocchiati e picchiati: Santa Maria come Guantanamo

Cominceranno domani dinanzi al gip Sergio Enea gli interrogatori di garanzia dei 52 indagati, tra dirigenti ed agenti della polizia penitenziaria, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulle torture alla casa circondariale "Francesco Uccella" del 6 aprile 2020. 

Fissati gli interrogatori

Una settimana intensa durante la quale sono stati calendarizzati tutti gli interrogatori degli indagati colpiti da misura cautelare (8 in carcere, 18 ai domiciliari, 3 obblighi di dimora e 23 sospensioni dall'esercizio del pubblico ufficio) che termineranno a metà della prossima settimana. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Angelo Raucci, Carlo De Stavola, Enrico Monaco, Dezio Ferraro, Mariano Omarto e Vittorio Giaquinto. 

L'azione premeditata: "Li abbattiamo come i vitelli"

L'indagine ha fatto luce sulla cruenza dei fatti avvenuti la settimana santa dell'anno scorso quando, dopo una protesta in seguito alla positività di un detenuto, gli agenti risposero con una vera e propria rappresaglia con i reclusi denudati, picchiati anche con l'utilizzo di manganelli e costretti ad inginocchiarsi. Una mattanza 'autorizzata' da un ordine: quello di ripristinare "la legalità" tra le mura del penitenziario trasformato in una Guantanamo casertana. Un'azione premeditata ed organizzata già dal giorno precedente. Dalle chat tra gli agenti emerge come "Allora domani chiave e piccone in mano" e "li abbattiamo come i vitelli". L'appuntamento era stato fissato: "alle 15,30 in tuta operativa tutti in istituto. Si deve chiudere il reparto Nilo per sempre". Deciso anche il metodo operativo: quello che gli stessi indagati nelle chat definiscono "Sistema Poggioreale".

Il racconto shock dei detenuti

Le immagini estrapolate dalla videosorveglianza interna e finite nel fascicolo della Procura sono agghiaccianti per la violenza contro i detenuti aggrediti con calci, schiaffi, ginocchiate, manganellate. E sempre più agenti contro uno. Così il carcere si è trasformato in un luogo di battaglia. E il racconto di quelle immagini da parte di chi ha subito quelle violenze è drammatico. "Vi era un corridoio umano lungo le scale, formato da agenti della polizia penitenziaria muniti di caschi e manganelli e qualcuno in divisa della penitenziaria. Ricevebo pugni e calci, sputi e qualche agentite di cui non ricordo il nome proferiva nei miei confronti parole come 'napoletano di merda", racconta un detenuto. Botte anche a chi era in ginocchio, di spalle e senza la possibilità di difendersi. "Sono stato colpito con calci, pugni e manganellate sui glutei, sulle cosce nonché sulla schiena. Ricordo anche diversi colpi alla testa", ha detto un altro.

Fdi: "Solidarietà agli agenti" 

"Questa mattina ho portato la mia solidarietà umana e istituzionale alla Polizia Penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere, dopo l'ordinanza di custodia cautelare per 52 appartenenti al Corpo emessa a seguito di alcune denunce dei detenuti". Lo scrive, su Facebook, il Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli.

Cirielli carcere-2

Anche il commissario provinciale di Fdi Marco Cerreto ha espresso solidarietà agli uomini ed alle donne in divisa. "Vedere che, mentre i boss sono a casa gli agenti vengono arrestati e sbattuti in prima pagina come i peggiori criminali, compromette l’immagine di un glorioso corpo come quello della polizia penitenziaria. Non volendo entrare nel merito dell’attività della magistratura, che come è giusto che sia dovrà svolgere le sue indagini e chi ha sbagliato deve pagare, riteniamo che ad essere denigrato con questa maxi operazione mediatica sia il corpo tutto e questo è inaccettabile". Intanto giovedì è in programma una manifestazione all'esterno del penitenziario alla quale parteciperà anche il leader della Lega Matteo Salvini

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