Trasforma la tettoia in mansarda, 'condannato' dal giudice

Confermata l'ordinanza di demolizione emessa dal Comune

Sentenza del tribunale amministrativo regionale sul ricorso presentato da un cittadino contro il Comune di Succivo per l’annullamento dell’ordinanza numero 4 del 20 gennaio 2016 con la quale il Comune di Succivo ha ingiunto la demolizione delle opere realizzate dal ricorrente. Il cittadino ha impugnato il provvedimento con il quale il Comune di Succivo gli ha ingiunto di demolire, le opere abusivamente edificate in via Costa consistenti nella “realizzazione di una sopraelevazione costituita da un appartamento con copertura a falde inclinate con le seguenti caratteristiche: manufatto costituito da muratura in celloblok, poggiata sul solaio di copertura originariamente terrazzo a servizio dell’appartamento sito al piano secondo avente le dimensioni di circa 81 mq e di altezza media 3,15 metri con solaio ordito da travi legno, con sovrastante copertura del tipo prefabbricato Isotec; inoltre lo stesso si presenta intonacato con vani di aperture forniti di controtelaio in ferro zincato e ornie di marmo, allo stato insiste predisposizione di impianto elettrico sottotraccia; all’atto del sopralluogo i lavori risultavano fermi ma gli stessi appaiono di recentissima fattura ed in corso di esecuzione”.

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Secondo il giudice il “ricorso è infondato e, pertanto, deve essere respinto”. Secondo il ricorrente nella fattispecie ci si troverebbe al cospetto di una tettoia (aperta su tre lati e chiusa sul quarto lato con un parapetto alto 90 centimetri) che non comporterebbe un aumento dei volumi esistenti conformemente, inoltre, si tratterebbe di una pertinenza a servizio dell’edificio esistente che non supera il limite del 20 per cento del volume dell’edificio principale. Ma “le censure di parte ricorrente non meritano di essere accolte. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente nella fattispecie si è al cospetto di un intervento di nuova costruzione richiedente il previo rilascio del permesso di costruire non essendo sufficiente la presentazione della SCIA (peraltro, ritenuta improcedibile dal Comune con provvedimento, come si dirà, mai impugnato). Dalla descrizione dell’opera recata nel provvedimento impugnato (in alcun modo contestata da parte ricorrente) si evince che la stessa non possa qualificarsi come una mera tettoia trattandosi di un manufatto in muratura (realizzato sul solaio di copertura del fabbricato esistente)”.

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