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Cronaca

Esclusi dalla facoltà di Medicina, la pandemia da coronavirus fa cambiare 'linea' al Consiglio di Stato

Arrivano decreti positivi per gli studenti casertani: "Non è più ipotizzabile un problema di insufficiente offerta formativa per inadeguata ricettività strutturale, dal momento che è ormai esplicitamente consentita una più efficace ed economica didattica a distanza"

L’emergenza da Covid-19 potrebbe indirizzare anche l’esito dei ricorsi al Consiglio di Stato dei candidati al concorso per l’accesso alla facoltà di Medicina che non sono riusciti ad accedere al corso di laurea dopo i test della scorsa estate. 

E’ quanto emerge dalle ultime decisioni dei giudici amministrativi di secondo grado che hanno accolto diverse istanze presentate dall’avvocato di Caserta Pasquale Marotta per conto di un centinaio aspiranti studenti delle province di Caserta e di Napoli che non erano riusciti ad accedere, in prima battuta, alle università per le quali avevano presentato la domanda. Dopo le sentenze di rigetto del Tar Lazio in prima battuta, ora “l’aria sembra cambiata” davanti ai giudici di secondo grado, anche per le conseguenze della pandemia da coronavirus che sta vivendo l’Italia.

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In una delle ultime istanze accolte (con discussione nel merito fissata a metà maggio, quando la giustizia dovrebbe completamente ripartire) la Sesta Sezione del Consiglio di Stato presieduta da Sergio Santoro ha ammesso con riserva il candidato, sostenendo che il ricorso potrebbe essere accolto sulla base di due aspetti. 

Il primo, collegato all’ampliamento di 2mila posti per accedere alle facoltà a numero chiuso già prospettato per il prossimo anno;  il secondo, quello che potrebbe portare ad una vera rivoluzione, è invece collegato alla capienza delle aule a disposizione delle università. 

E qui entra in giorno il ‘Covid-19’. I giudici, infatti, mettono nero su bianco che “non è più ipotizzabile un problema di minore o insufficiente offerta formativa per inadeguata ricettività strutturale, dal momento che è ormai esplicitamente consentita una più efficace ed economica didattica a distanza, utile a sostituire, se unita ad idonea dotazione tecnologica, la frequenza ai corsi ed alle esercitazioni svolti in modalità frontale. Le Università - aggiungono - in particolare, sono autorizzate a predisporre corsi ed esami on-line, e non solo per il periodo dell’emergenza Covid-19”.

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