Il tesoro del killer dei Casalesi: in 11 rischiano la condanna

Il processo a Giuseppe Setola ed i suoi sodali per intestazione fittizia di beni. La Dda affila gli artigli dell'accusa

Giuseppe Setola

Chiuso il processo a carico del boss dei Casalesi Giuseppe Setola ed altre 10 persone accusate, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni riconducibili al capo dell'ala stragista del clan. 

Stamattina il presidente del collegio giudicante, Giovanni Caparco, ha dichiarato chiuso il dibattimento e rinviato il processo a metà novembre quando il pubblico ministero della Dda prenderà la parola per formulare le proprie richieste. Con Setola alla sbarra ci sono suo fratello Pasquale, la sorella Immacolata; Massimiliano, Francesco e Cipriano Pagano, della General Impianti; Lucia Caterino; Mario, Emilio, Giovanna, Lucia e Fortunata Baldascino

Secondo la tesi dell'Antimafia la sorella del boss, insieme al marito Mario Baldascino, avrebbero acquistato beni per un valore superiore rispetto al loro reddito familiare ritenuto sufficiente appena alla sopravvivenza. Per quanto riguarda la General Impianti, invece, secondo la Dda sarebbe stata fittiziamente ai Pagano da Pasquale Setola, con la sede della società che venne mantenuta addirittura presso la sua abitazione.

Si torna in aula a metà novembre, dunque. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Di Furia, Luigi Iannettone, Paolo Caterino, Alessandro Diana, Mirella Baldascino. 

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