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Terrorismo, 10 indagati: contatti con l'Imam casertano. "Dio benedica Bin Laden"

I soldi raccolti nelle moschee utilizzati per fini terroristici

Autoriciclaggio e reati tributari con finalità di terrorismo: con queste accuse i carabinieri del R.O.S. e i finanzieri del G.I.C.O. dell'Aquila stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 indagati (8 di origine tunisina e 2 italiani). L'operazione è scattata nell'ambito di un'indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo dell'Aquila. Gli indagati, secondo l'accusa, tramite alcune società distraevano ingenti somme di denaro, in parte frutto di evasione fiscale, da destinare anche al finanziamento di attività riconducibili all'organizzazione radicale islamica "Al-Nusra", nonché in favore di Imam dimoranti in Italia, tra cui l'imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro, nel Teramano, già condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale. 

In carcere, come riporta l'AdnKronos, sono finiti i tunisini Jameleddine Brahim Kharroubi e Atef Argoubi, ai domiciliari invece altri 6 tunisini e due donne italiane che tenevano la contabilità delle società riconducibili a Kharroubi. Nel corso dell'indagine sono emersi anche contatti con diversi imam radicali, in Italia e all'estero. "Un contributo significativo alla corretta lettura dei fatti circa il radicalismo religioso di Jameleddine Kharroubi e la conseguente attività anche imprenditoriale posta in essere dallo stesso - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - viene fornito dai vari incontri ideologici monitorati nel corso delle indagini tra il medesimo e alcuni imam dimoranti sia in Italia che all'estero, di chiara ispirazione radicale, alcuni dei quali emersi in diversi contesti investigativi finalizzati al contrasto al terrorismo internazionale". 

In particolare è stato documentato un incontro avvenuto l'8 aprile 2016 con l'Imam di Aversa, Yacine Gasri già finito nelle indagini denominate "Moskea","Half Moon" e "Full Moon". L'uomo, ritenuto "figura carismatica nell'ambiente islamico dell'agro aversano" nel dicembre 2017 è stato condannato in via definitiva alla pena di anni 4 e 9 mesi di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Kharroubi è accusato in particolare di aver trasferito attraverso le sue società, "ingenti somme di denaro volte a sostenere l'attività di Imam radicali in Italia e all'estero, avvalendosi di soggetti con il ruolo di corrieri ovvero attraverso il sistema 'hawala"'.

Intercettando un dialogo fra Jameleddine Kharroubi, Akram Kharroubi, coinvolti nell'operazione antiterrorismo di oggi in Abruzzo, e un altro uomo, chiamato Chokri, gli investigatori registrano una frase che fa davvero paura: "Che Dio benedica l'anima di Osama Bin Laden". E' il 22 giugno 2016, i tre si trovano in auto a Cinisello Balsamo e parlano di una moschea che "è chiusa da gennaio ed è anche vietato fare la preghiera il venerdì [... ] qua è venuto lo Sceicco Bin Laden a pregare". Ed è qui che Jameleddine afferma "Dio benedica la sua anima". Poco dopo, i tre elogiano Abou Imad Al Masri che è stato Imam della Moschea milanese di Viale Jenner, condannato nel dicembre 2007 a tre anni e otto mesi di reclusione, per associazione per delinquere aggravata da finalità di terrorismo.

e Atef Argoubi, ai domiciliari invece altri 6 tunisini e due donne italiane che tenevano la contabilità delle società riconducibili a Kharroubi. Nel corso dell'indagine sono emersi anche contatti con diversi imam radicali, in Italia e all'estero. "Un contributo significativo alla corretta lettura dei fatti circa il radicalismo religioso di Jameleddine Kharroubi e la conseguente attività anche imprenditoriale posta in essere dallo stesso - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - viene fornito dai vari incontri ideologici monitorati nel corso delle indagini tra il medesimo e alcuni imam dimoranti sia in Italia che all'estero, di chiara ispirazione radicale, alcuni dei quali emersi in diversi contesti investigativi finalizzati al contrasto al terrorismo internazionale".

In particolare è stato documentato un incontro avvenuto l'8 aprile 2016 con l'Imam di Aversa, Yacine Gasri già finito nelle indagini denominate "Moskea","Half Moon" e "Full Moon". L'uomo, ritenuto "figura carismatica nell'ambiente islamico dell'agro aversano" nel dicembre 2017 è stato condannato in via definitiva alla pena di anni 4 e 9 mesi di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Kharroubi è accusato in particolare di aver trasferito attraverso le sue società, "ingenti somme di denaro volte a sostenere l'attività di Imam radicali in Italia e all'estero, avvalendosi di soggetti con il ruolo di corrieri ovvero attraverso il sistema 'hawala"'.

Intercettando un dialogo fra Jameleddine Kharroubi, Akram Kharroubi, coinvolti nell'operazione antiterrorismo di oggi in Abruzzo, e un altro uomo, chiamato Chokri, gli investigatori registrano una frase che fa davvero paura: "Che Dio benedica l'anima di Osama Bin Laden". E' il 22 giugno 2016, i tre si trovano in auto a Cinisello Balsamo e parlano di una moschea che "è chiusa da gennaio ed è anche vietato fare la preghiera il venerdì [... ] qua è venuto lo Sceicco Bin Laden a pregare". Ed è qui che Jameleddine afferma "Dio benedica la sua anima". Poco dopo, i tre elogiano Abou Imad Al Masri che è stato Imam della Moschea milanese di Viale Jenner, condannato nel dicembre 2007 a tre anni e otto mesi di reclusione, per associazione per delinquere aggravata da finalità di terrorismo.

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