Terrorismo, arrestato il primo 'foreign fighter' di ritorno all'Iraq

Si muoveva tra l'agro aversano e la Valle di Suessola. Lo hanno bloccato mentre dormiva temendo una nuova fuga

Mourad Sadaoui ed il casolare dove è stato fermato

Viveva in Italia dal 2003 l’algerino arrestato questa mattina all’alba dagli uomini della Digos della Questura di Caserta guidati dal dirigente Vincenzo Vitale con l’accusa di terrorismo. Mourad Sadaoui aveva trovato “casa” a San Marcellino dove è rimasto fino al 2012 grazie ad un permesso di soggiorno temporaneo per motivi di lavoro. Ma già dal 2013 si era reso uccel di bosco, quando gli era stato notificato il diniego al nuovo permesso per “problemi” relativi alla nuova occupazione trovata.

TERRORISTA ARRESTATO. GUARDA IL SERVIZIO VIDEO

Ma intanto Sadaoui era tornato in Algeria, da dove, poi, era partito alla volta della Siria ed infine in Iraq, dove ha combattuto per lo Stato Islamico. Poi, però, la caduta dell’impero dell’Isis lo aveva spinto a far ritorno in Italia. Ma non sapeva che sulle sue tracce vi erano gli uomini della Questura di Caserta che stavano lavorando per rintracciarlo dopo l’ordine di cattura partito dall’Algeria e dopo che, nel 2017, era stata segnalata nuovamente la sua presenza nell’agro aversano, di nuovo a San Marcellino, ma non solo.

IL VIDEO. IL BLITZ DELLA POLIZIA NEL CASOLARE

Prenderlo, però, non è stato semplice, anche perché Sadaoui viveva di espedienti (chiedeva anche l’elemosina fuori ad alcuni locali commerciali) e si muoveva tanto: soprattutto verso Napoli, dove trascorreva gran parte della sua giornata, e poi alla ricerca di nuovi “alloggi”, che cambiava quasi ogni notte. Da qualche settimana aveva lasciato l’agro aversano, per spostarsi verso San Felice a Cancello e poi al confine con la provincia di Napoli. Giovedì sera la decisione di agire, dopo averlo localizzato. Gli uomini della Digos sono entrati in azione verso le 6 in un casolare a ridosso dell’autostrada in territorio di Acerra: sono entrati e lo hanno immobilizzato.

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Una volta portato in Questura, hanno inviato la foto all’Interpol ed hanno avuto la conferma che il 45enne che avevano tra le mani era proprio l’uomo ricercato in tutta Europa. Un arresto di un’importanza strategica, visto che si tratta del primo foreign fighter di ritorno dalla guerra arrestato e, soprattutto, perché lo stesso non era inserito nella lista dei 138 'foreign fighters’ partiti dall’Italia. Nel casolare gli agenti hanno trovato due cellulari ed altro materiale che adesso è al vaglio degli inquirenti per cercare di risalire a chi lo ha aiutato.

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