In carcere per tentata estorsione, la Cassazione respinge il ricorso

E' stato inoltrato al tribunale di Napoli Nord "per errore"

La Corte di Cassazione ha confermato l’ordine di arresto a carico di Franco Diana, 54 anni di San Cipriano d’Aversa, coinvolto in una inchiesta per tentata estorsione con Francesco Martino, considerato un esponente del clan dei Casalesi, e con Pasquale Verrone. I tre volevano costringere il titolare di una azienda agricola della somma di 4mila euro a titolo di guardiania. I fatti sono avvenuti a Cancello ed Arnone e Casal di Principe. Diana ha presentato ricorso per Cassazione per il tramite del suo avvocato ma per i giudici capitolini “è inammissibile perché risulta essere stato depositato nella cancelleria del tribunale di Napoli Nord e non invece al tribunale di Napoli che ha emesso il provvedimento”. I destinatari del provvedimento, secondo la Procura, minacciando di dar fuoco al capannone del fieno della vittima e presentandosi più volte presso l’azienda e presso la sua abitazione, facevano valere la forza intimidatrice derivante dall’appartenenza di uno di loro al clan dei Casalesi, già due volte condannato con sentenze irrevocabili per reati specifici, e tentavano così di ottenere la dazione di 4mila euro quale tangente estorsiva per il fittizio servizio di “guardiania” da loro imposto all’imprenditore, somma in realtà comprensiva degli “arretrati” per gli anni passati in carcere dall’appartenente al clan.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Va in ospedale per una colica renale ma finisce in tragedia: muore 40enne

  • Il terno al Lotto per l'addio a Maradona

  • Scoperti i furbetti del cartellino all’Asl, sospesi 13 dipendenti

  • Il casertano piange 24 vittime: un morto all'ora per Covid in una sola giornata

  • Quasi 2mila guariti nel casertano. Cala percentuale dei positivi

  • Morti altri 8 pazienti ricoverati col Covid: 589 nuovi positivi nel casertano

Torna su
CasertaNews è in caricamento