Telefonini e droga ai detenuti: un cellulare nascosto nella pasta al forno

La scoperta della penitenziaria, Vergale (Sappe): "Serve una legge per punire chi li riceve"

Dopo l’operazione della Polizia Penitenziaria del 12 maggio scorso all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, giovedì, ancora una volta, presso il settore controllo e smistamento pacchi del Penitenziario, gli agenti, durante i controlli di routine, hanno intercettato un telefonino e un quantitativo di sostanza stupefacente occultati nel misto salumi insieme ad un telefonino occultato in mezzo alla pasta a forno. 

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A darne notizia è il dirigente nazionale del Si.P.Pe (Sindacato Polizia Penitenziaria) Michele Vergale che da sempre denuncia le problematiche penitenziario. “Nel settore controllo e smistamento pacchi – commenta Vergale – purtroppo a causa della mancanza di personale e dei mezzi necessari per contrastare l’ingresso nel Penitenziario di ogni cosa ritenuta illecita, gli agenti lavorano in grossa difficoltà per garantire la sicurezza. Per questo motivo, a nome del Sindacato che rappresento, mi congratulo con loro per avere dimostrato ancora una volta grande professionalità e spirito di sacrificio. L’amministrazione e soprattutto il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – continua il sindacalista – conoscono bene il problema. Il tentativo da parte dei malintenzionati di introdurre telefonini e sostanze stupefacenti nel penitenziario, attraverso i pacchi consentiti ai detenuti, oramai è diventata un’abitudine. E’ giunta l’ora che le Istituzioni con determinazione e coraggio affrontano il problema - conclude Vergale - Occorre dare luce ad una norma che punisce penalmente e severamente di detenuti trovati in possesso di telefonini e di sostanze stupefacenti. Purtroppo, oggi i telefonini sono considerati oggetti non consentiti e i detenuti trovati in loro possesso non puniti penalmente. Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede non può più sottovalutare questo problema”.

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